FRANCESCA COMPER

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Nel mare ci sono i coccodrilli - Fabio Geda, letto da Paolo Briguglia

“Che un desiderio bisogna sempre averlo davanti agli occhi, e che è nel tentativo di soddisfare i nostri desideri che troviamo la forza di rialzarci, e che se un desiderio, qualunque esso sia, lo tieni in alto, a una spanna dalla fronte, allora di vivere ne varrà sempre la pena.”
Questa storia racconta le vicende di un ragazzo Afghano di nome Enaiatollah Akbari che decide di partire alla volta dell’Italia per scappare dalle persecuzioni attuate nel suo paese e per costruirsi un futuro migliore.
Emigrare in un altro paese differente dal tuo comporta sempre un’inevitabile perdita. Alle spalle ti lasci un mondo, una lingua, un pensiero e purtroppo, la maggior parte delle volte, delle persone a te care. Molti sostengono che tali persone, i cosiddetti “clandestini”, dovrebbero restare a casa loro invece di venire qui a rubarci il lavoro; ma io penso che ci sarà un motivo se vengono in cerca di un altro posto, non lo fanno perché è una loro scelta, poiché il più delle volte non ce l’hanno nemmeno una vera e propria scelta. Scegliere di morire nella loro patria o scegliere di provare a vivere in un altro stato? Non mi sembra vi sia molta possibilità, non mi sembra che abbiano lo stesso peso queste “scelte”. Vivere o morire. Tentare di andare avanti, lo facciamo un po’ tutti. Necessitiamo di un futuro migliore come necessitiamo di respirare. Desideriamo qualcosa in più della nostra quotidianità. Lottiamo per avere quel qualcosa in più perché siamo umani e se lotteremo sempre per qualcosa non ci sentiremo mai davvero persi.
Francesca Comper

Due di due - Andrea De Carlo

Questo libro parla di come nel ‘78 due liceali combattano le difficoltà della vita, contrapponendosi con una società che vuole conformarli a tutti i costi a standard di vita troppo monotoni e abituali. La storia, scritta in maniera molto attuale e giovanile, racconta le vicende di questi personaggi con una criticità e acutezza incredibili.
Mario e Guido, i due protagonisti che vivono le loro vite separate, sono legati dalla stessa anima che li riporterà sempre vicini. Sono animati dalle stesse paure e delle stesse aspirazioni, con quella voglia di libertà e indipendenza che li fa essere pronti e aperti alle nuove esperienze.
Un’amicizia del genere penso sia difficile da trovare e creare.
Consiglio questo romanzo a tutti quegli adolescenti che hanno bisogno di un libro che trasformi la loro visione del mondo e delle cose, a tutti quei ragazzi che vogliono trovare un senso alle cose anche quando un senso non c’è.
Francesca Comper

R: The hate u give - Angie Thomas

Questo romanzo racconta la storia di una ragazza afroamericana di nome Starr Carter, la quale assiste all’omicidio del suo migliore amico da parte di un poliziotto bianco. Ora Starr ha solo una scelta da compiere: continuare a fingere sulla sua identità nella scuola più altolocata del quartiere o raccontare al mondo la verità riguardo quella notte?
Alla base di questo “Miracolo editoriale” (come lo descrive il The Guardian) vi sono così tanti aspetti della vita quotidiana che siamo abituati a non notare nemmeno, ritenendoli forse troppo ordinari per attribuire loro anche solo un minimo di importanza.
Starr, la protagonista del libro, col suo mutare atteggiamento in base ai luoghi, alle persone e agli ambienti mi ha trasmesso quanto sia spossante cercare di essere ciò che in realtà non si è. Detesto le bugie eppure anch’io alle volte mi sono comportata come lei, mentendo sul mio essere, mentendo a volte anche a me stessa, solo per cercare di plagiare ciò che ero per sentirmi più a mio agio o forse per creare una realtà in cui fossi totalmente e indiscutibilmente diversa. Il giorno in cui ho finito questo libro, ho imparato questo: non avere mai paura di ciò che sei, non avere mai paura di camminare a testa alta, non avere mai paura delle tue origini. Starr l’ha capito a fine romanzo quando, citando pagina 403, ha appreso che mentire a sé stessa non serviva a nulla: “Mi vergognavo di Garden Heights e di tutto quello che rappresentava. Se non posso cambiare le mie origini e il mio vissuto, perché dovrei vergognarmi di ciò che mi rende quella che sono? È come vergognarsi di se stessi”.
L’amore segue ogni passo della vita di Starr, l’amore è il motivo che la spinge a parlare, a utilizzare la sua voce per raccontare cosa le era accaduto. All’inizio aveva paura, paura che fare la cosa giusta non bastasse, non rendesse a pieno giustizia a Khalil, ma dopo, con l’aiuto della madre, ha compreso che l’importante non era fare la cosa giusta e pensare che sarebbe potuta andare male, ma farla e rifarla, per lasciare un segno, per lasciare qualcosa di lei al mondo. Perché, che senso ha avere una voce se poi resti in silenzio quando non dovresti? Lei ha avuto coraggio perché il coraggio non è non avere paura ma andare avanti nonostante la paura. Lei non ha solo avuto il coraggio di parlare, lei ha avuto il coraggio di pensare fuori dagli schemi, ha avuto il coraggio di deviare il suo atteggiamento verso una strada comune, ha avuto il coraggio di abbattere i pregiudizi che la gente aveva su di lei, ha avuto il coraggio di combattere contro questi pregiudizi semplicemente utilizzando la diversità come un punto a favore e non a sfavore.
Infine credo che sia giusto pensare alla diversità come un male, godiamocela. Siamo tutti dannatamente e magnificamente differenti. Ognuno di noi ha una storia unica e una personalità altrettanto speciale. Siamo tutti diversi, e allora perché considerare la diversità un problema? È come sputarci addosso e dire “Sì sono una problematica pure io in effetti”, come quasi a significare che siamo sbagliati. Ma nessuno è sbagliato, le nostre scelte sono dettate da qualcosa di profondo.
Francesca Comper
4AES, Liceo Montanari
"Leggere on the road" - Progetto PCTO con la Biblioteca Ragazzi, maggio 2021

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