Pinocchio: una mostra virtuale

Pinocchio: una mostra virtuale

Guida alle edizioni illustrate

 

GUIDA ALLE EDIZIONI ILLUSTRATE DELLA MOSTRA
PINOCCHIO E I SUOI ILLUSTRATORI ATTRAVERSO LE EDIZIONI DELLA COLLEZIONE FUSARI E DELLA BIBLIOTECA CIVICA
Testi a cura di Anna Malgarise, tratti da:
 Valentino Baldacci, Andrea Rauch, Pinocchio e la sua immagine, con un saggio di Antonio Faeti, Giunti 2006
Illustrazione di copertina: Leo Mattioli per l’edizione lusso Vallecchi 1955
(opuscolo, 4Mb)

CF = Collezione Fusari • BC = Biblioteca Civica

 

Felice Paggi editore, 1887 (3a edizione)
Illustrazioni di Enrico Mazzanti

CF e in edizioni successive BC

Volume illustrato fin dalla prima edizione del 1883 da Enrico Mazzanti, che ha la primogenitura nella creazione dell’immagine di Pinocchio. La prima illustrazione del frontespizio, quella notissima che ci mostra il Burattino spavaldo con le mani sui fianchi e lo sguardo che mira lontano, agghindato con una casacca da clown bianco, il cappello a cono e la gorgiera, e i personaggi‐simbolo del libro che si mescolano al paesaggio di sfondo, è esemplare e insuperata. Quello del Mazzanti è l’unico Pinocchio completamente illustrato quando Collodi era ancora in vita. Lo scrittore e l’illustratore erano legati da collaborazione antica e da una grande amicizia: è assai probabile che l’immagine di Mazzanti abbia avuto il beneplacito dell’autore.

Bemporad editore, 1907
Illustrazioni di Carlo Chiostri

CF e in edizioni successive BC

L’editore fiorentino Bemporad, succeduto a Paggi nella conduzione della casa editrice, è alla ricerca di nuovi linguaggi che valorizzino l’opera: è del 1901 l’uscita del Pinocchio disegnato da Carlo Chiostri. Il mondo di Chiostri è apparentemente simile, ma nella sostanza molto diverso da quello di Mazzanti: ogni elemento del racconto è raccontato con minuziosa puntualità, il fantastico si introduce all’interno della realtà quotidiana, portato da un elemento straniante che trasforma l’apparente normalità in qualcosa di assurdo, surreale. Con il suo Pinocchio Chiostri si diverte a descrivere con compiaciuta minuzia gli ambienti della Toscana rurale e contadina di fine Ottocento, regalandoci tavole di gran gusto ed efficacia.

Bemporad editore, 1911 (1a edizione a colori)
Illustrazioni di Attilio Mussino

CF e in edizioni successive BC

Attilio Mussino aveva già illustrato la copertina dell’edizione illustrata da Chiostri. Questa famosa edizione del 1911, la prima a colori e la prima di lusso, la prima anche a riimmaginare Pinocchio, è ritenuta opera tecnicamente e artisticamente bellissima, in cui l’illustratore sperimenta a fondo la propria creatività e capacità pittorica, cambiando tecnica a ogni capitolo e costruendo sequenze d’immagine quasi cinematografiche (sono gli anni in cui in Italia sulle pagine del “Corriere dei Piccoli” arriva Little Nemo, trasposto anche in cartone animato, del grande disegnatore americano Winsor McCay). L’edizione di Mussino ebbe un successo enorme e un’infinità di riduzioni e adattamenti: l’illustratore lavorò sul libro almeno per 35 anni. Continua anche oggi a essere pubblicata in varie edizioni ed è considerata l’edizione principe del ‘900.

Giunti‐Marzocco, 1981 (1° ed. Libreria Editrice Milano, 1921)
Illustrazioni di Sto (Sergio Tofano)

CF

Quando Sergio Tofano disegnò il suo primo Pinocchio, nel 1921, il signor Bonaventura era nato da quattro anni. A lui non si può non pensare guardando le 23 tavole di questo Pinocchio di Sto, che sembra percorrere la sua vicenda sotto il segno dello stupore che gli si legge in viso fin dalla prima immagine. È decisamente il personaggio centrale, presente in quasi tutte le tavole con atteggiamenti e caratteristiche da protagonista. Nelle tavole di Sto il burattino di Collodi riconquista il movimento articolato e magniloquente della marionetta, acquistando al contempo i panni cadenzati e ritmati di un Arlecchino da Commedia dell’Arte. Un Pinocchio leggero, flessibile, che vive la gioia infantile della libertà e del gioco con altri bambini.

A. Salani editore, 1925
Illustrazioni di Luigi e M. Augusta Cavalieri

CF e in edizioni successive BC

Uscita per Salani nel 1924, l’edizione illustrata da Luigi e Maria Augusta Cavalieri è ritenuta tra le più riuscite. Derivano dall’edizione di Attilio Mussino alcune caratteristiche di fondo, quali il gusto della teatralità e la coralità delle figure secondarie. I personaggi non sembrano mai del tutto spontanei, presi come sono dall’amplificazione dei loro gesti, che siano dramma, paura o stupore. Pinocchio è rappresentato con una fine sensibilità liberty: le otto tavole policrome sono per impianto narrativo tra le più belle che abbiano mai illustrato le avventure del burattino. Pinocchio torna alle origini, con il vestito e la languida levità dei clown bianchi, e si muove come una marionetta quasi a passo di danza.

A. Salani editore, 1937
Illustrazioni di Fiorenzo Faorzi

CF e in edizioni successive BC

Nel 1935 Salani per la sua terza edizione ricorre al pennello del fiorentino Fiorenzo Faorzi. Fu inserita nella “Biblioteca dei miei ragazzi”, collana di avventure che ebbe grande diffusione tra i ragazzi degli anni ‘30, di cui Faorzi fu il principale disegnatore. Il carattere economico del volume non consente di occupare troppo spazio con grandi tavole a colori: i disegni sono quasi tutti in bianco e nero e di piccole dimensioni. È un Pinocchio simpatico, senza drammaticità, che sembra fatto apposta per ragazzi allegri e spensierati. Tutti i personaggi sono giovani e felici, quasi a voler evitare ai piccoli lettori ogni possibile turbamento anche nella drammatica scena dell’inseguimento degli assassini... un Pinocchio perbene per tutto il libro.

Cavallo edizioni, 1940 ca
Illustrazioni animate di Rino Albertarelli

CF

Dagli anni ‘30 si sviluppa un filone legato al linguaggio del fumetto, un’editoria parallela di Pinocchio all’interno della quale è inserita l’edizione animata di Rino Albertarelli, famoso per il fumetto western Kit Carson, dove la variazione espressiva dei personaggi dà senso di movimento alle tavole. All'inizio del volume un simpatico dialogo tra l'illustratore e Pinocchio spiega ai bambini come utilizzare le rotelle dentate che animano le tavole.

Paravia editore, 1942
Illustrazioni di Beppe Porcheddu

CF

Il Pinocchio di Porcheddu, edito da Paravia nel 1942, appartiene a quella ricca serie di ‘Pinocchi di guerra’ che seguì la scadenza dei diritti di esclusiva dell’editore Bemporad‐Marzocco nel 1940. Tutto il libro ha i toni della bicromia, unita a qualche colore complementare, celeste carta zucchero e rosso mattone. Un mondo di troll e orchi, un’atmosfera che è stata definita da brughiera baltica per un Pinocchio originale e innovativo.

Vallecchi editore, 1955 (edizione Lusso)
Illustrazioni di Leo Mattioli

CF e in edizione successiva BC

Nel 1955 l’editore Vallecchi pubblica una nuova edizione delle Avventure di Pinocchio affidata a un giovanissimo illustratore fiorentino, Leonardo Mattioli. I disegni per Pinocchio furono preparati tra il 1953 e il 1954, in più di un anno di lavoro. Un Pinocchio burattino che, richiamando l’opera di Mazzanti, si offre al lettore solo come silhouette, inafferrabile nella sua essenza e nella sua perenne corsa. L’uso del colore è particolare: azzurro carta zucchero, arancio, beige e marrone, rosso spento e blu notte, colori che mettono in evidenza pochi particolari e lasciano in secondo piano gli elementi accessori. Ricorrente e innovativo l’uso del lettering all’interno delle tavole (compare sempre la lettera L, iniziale dell’artista), che rimanda alla formazione di Mattioli e all’influenza del cubismo di Braque e Picasso.

Bemporad – Marzocco, 1960
Illustrazioni di Piero Bernardini

CF

Il rapporto tra Pinocchio e Piero Bernardini attraversa un lungo arco di tempo, a partire da un albo illustrato Bemporad del 1923 (la prima riduzione del testo), fino alle ultime edizioni degli anni '60. L'edizione del 1935 è considerata la migliore, perché cade nella piena maturità del figurinaio fiorentino quando, dopo la giovanile frequentazione dei caffè fiorentini cari all'avanguardia artistica, Bernardini aveva pienamente accettato la via del professionismo grafico in particolare nel campo dell'illustrazione di libri per bambini. Con il suo Pinocchio si torna nella campagna toscana: una Toscana atemporale, un luogo della memoria immobile e silenzioso, connotato da lineari cipressi che spuntano un po' dappertutto, ville cinquecentesche, case coloniche e stradine di campagna.

Olivetti, 1972
Illustrazioni di Roland Topor

CF

Personalità importante della cultura visiva francese della seconda metà del '900, romanziere, pittore e cineasta, a Pinocchio Topor giunge nei primi anni '70 con la commissione della strenna Olivetti del 1972. “Io adoro questo burattino. È l'unico personaggio letterario moderno, attuale, vero, con le sue curiosità, le sue viltà”. Topor con i suoi graffianti tratteggi legge Pinocchio in chiave fortemente simbolica, carica il burattino di significati, scava all'interno della storia alla ricerca di ambiguità e riferimenti psicanalitici all'inconscio.

F.lli Spada editore, 1983 I
llustrazioni di Jacovitti

CF e BC

Ben 3 volte nel corso di una lunga carriera Benito Jacovitti si è accostato a Pinocchio: la prima volta nel 1943 durante la guerra, nel 1946 in una riduzione, una sorta di protofumetto, e per la terza volta nel 1964 per le edizioni AVE, poi F.lli Spada editori. Jacovitti ‘svuota’ il testo per riempirlo di contenuti nuovi e autonomi. L’impressione è di un immenso turbinio di immagini, la frantumazione di Pinocchio e la sua ricomposizione in mille forme diverse. Franco Cavallone nella prefazione all’edizione del 1946 afferma: “È riuscito a raccontare la vera storia di Pinocchio in quella che è la sua particolare maniera, fatta di esuberanza e di senso corale. Ne è sortita una serie di tavole gremite di folla e di prodigi, una festa, una sagra (...). E il burattino ha, insieme, lo scatto meccanico dell’automa e la smorfia irridente della maschera. È, finalmente, un Pinocchio ilare e avventuroso come debbono esserlo i personaggi della letteratura per l’infanzia...”.

Giunti Marzocco, 1982
Illustrazioni di Attilio Cassinelli

CF e in edizioni successive BC

Illustratore multipremiato e ancora attivo nonostante l'età avanzata, Attilio Cassinelli per caratterizzare i personaggi del suo Pinocchio, edito da Giunti Marzocco nel 1981, usa figure scontornate, praticamente senza sfondo, estremamente stilizzate: il segno tende a condensare le immagini in una serie di figure geometriche accostate fra loro. Nonostante il geometrismo le figure hanno notevole espressività, caratteristica che possiamo ritrovare anche nella recentissima produzione delle sue fiabe cartonate per Lapis edizioni. Certamente il Pinocchio di Cassinelli è indirizzato ai bimbi: la sensibilità dell'illustratore per le forme percettive dei bambini più piccoli trova conferma nella sua spiccata predilezione per le figure degli animali antropomorfici.

C’era una volta, 1991
Illustrazioni di Roberto Innocenti

BC

Roberto Innocenti, toscano di Bagno a Ripoli, cataloga con cura gli elementi del paese di Pinocchio. Nelle sue illustrazioni compaiono cataste di legna secca e porte inchiodate alla meglio, covoni di paglia coperti di neve e cipressi neri; sulla tavola dell’osteria del Gambero Rosso, una buona vecchia bottega toscana, c’è il pane, il pecorino e il salame. Nulla è lasciato al caso: tutto è descritto con cura. Il ‘suono’ generale del Pinocchio di Innocenti non è tanto quello delle avventure, quanto quello dell’ambiente in cui i personaggi si ritrovano ad agire. Le illustrazioni di Innocenti sono un grande affresco della Toscana contadina e paesana: un brulichio continuo di piccoli fatti, di notazioni minime che definiscono per sommatoria tutto un ambiente. Per Innocenti è un “viaggio sentimentale” all’interno della propria infanzia, alla ricerca di un tempo perduto.

Mondadori, 2001
Illustrazioni di Nicoletta Ceccoli

BC

Finalmente una firma femminile... Nicoletta Ceccoli nelle sue Avventure disegna degli incubi: nonostante i colori vivaci e allegri, il paese delle Avventure è un ‘paese delle meraviglie’ alla rovescia, per niente rassicurante. È una continua malinconia quella che ci assale davanti alle belle tavole della Ceccoli: ogni suo nuovo disegno, mentre si fa ammirare per perfezione formale, scava nelle nostre paure infantili mai superate. “Vorremmo fuggire da quel posto, ma non ci basta l’animo di lasciar là quel povero Pinocchio, ragazzo birichino ma ‘buono di cuore’, che dell’universo sghembo e perfetto di Nicoletta Ceccoli, è vittima predestinata e inevitabile”.

Fusari, 2018
Illustrazioni di Silvia Bellani

CF e BC

Edizione numerata in 333 esemplari con rilegatura artistica e cofanetto decorato a mano. L’edizione Fusari a tiratura limitata ha ottenuto il patrocinio dalla Fondazione nazionale Carlo Collodi: tre copie campione fanno parte della biblioteca toscana. L’opera è valsa alla Legatoria Fusari il prestigioso riconoscimento “Amico di Pinocchio 2019” della Fondazione Nazionale Carlo Collodi, “per la maestria e la cura avuta nel realizzare una delle più belle edizioni contemporanee de Le Avventure di Pinocchio, utilizzando antichi torchi, legatrici e presse d’epoca e arricchita dalle illustrazioni della pittrice Silvia Bellani (...) che decorano il volume (...) contribuendo così alla realizzazione di un’opera di rara bellezza e pregio”.

Mondadori, 2018
Illustrazioni di Emanuele Luzzati

BC

L’attrazione fatale tra Emanuele Luzzati e Pinocchio avviene nel 1981 quando il grande scenografo progetta con Tonino Conte la festa a Pescia per il Centenario della scrittura del capolavoro di Collodi. Nel 1996 esce con Nuages il suo Pinocchio illustrato: come afferma Ferruccio Giromini nell’introduzione, quello di Luzzati è un Pinocchio che profuma del legno dei palcoscenici teatrali. La scena su cui si agita la storia è fatta di quinte e di fondali, di assi di legno che immaginiamo spostarsi illustrazione dopo illustrazione. I personaggi perdono spessore nella finzione generale del teatro che è il vero e indiscusso protagonista. Disegno dopo disegno si dichiara sempre l’esistenza di un regista‐burattinaio che da dietro le quinte decide gli esiti della rappresentazione. Ritroviamo i patchwork di carte fiorite, griffe inconfondibile nell’opera di Luzzati.

Bompiani, 2019
Illustrazioni di Lorenzo Mattotti

BC

L’edizione che Lorenzo Mattotti disegna nel 1990 per Albin Michel Jeunesse, poi pubblicata da Rizzoli (1991), Fabbri (2001) e ora Bompiani è certo una delle più riccamente illustrate. Disegni di grande formato si spandono continuamente tra le pagine: sono i disegni tipici di Mattotti, quelli che lo hanno reso celebre, a pastelli a cera grumosi, in cui tutto diventa volume e i personaggi sembrano uscire dal buio del foglio nero. Mattotti afferra tutta l’inquietudine della storia, rende da maestro l’angoscia che corre sottotraccia in tutte le Avventure, quel non trovare pace. La tavola più bella e terribile del libro è senz’altro quella con il corpo del burattino impiccato sotto un vento di tormenta, una tavola tutta risolta a colpi di pittura veloce e instabile.