Community » Forum » Recensioni

Al di là delle parole
0 1 0
Safina, Carl

Al di là delle parole

Milano : Adelphi, 2018

Abstract: Negli ultimi decenni le scienze biologiche hanno ricostruito i tratti evolutivi che ci legano agli altri animali (dai pesci ai primati) sul piano morfologico e genetico. Un risultato già stupefacente, se non fosse che ora - grazie a studiosi della finezza e percettività di Carl Safina - ci avviamo a un salto ulteriore: verificare l'incidenza di quei tratti a livello cognitivo e affettivo-emotivo. Da rigoroso ricercatore sul campo, Safina ci immette in tre paesaggi esemplari: una riserva africana, dove elefanti dalle variegate "personalità" si aggregano in una spiccata socialità (non a caso i Masai li considerano dotati di un'"anima" al pari degli umani); il parco di Yellowstone, dove i lupi - reintrodotti di recente - si muovono echeggiando cadenze pleistoceniche, fra strategie di predazione e sorprendenti gerarchie sociali (le femmine, per esempio, sono deputate ai dilemmi decisionali come restare/partire); e le acque cristalline del Pacifico nordoccidentale, dove cetacei di diverse specie dispiegano la vertigine della loro visione "acustica" e interagiscono col "Sapiens" in modi inaspettati e toccanti. Penetriamo così in un ventaglio di intelligenze, "coscienze" e "visioni del mondo" di altri animali - con cui condividiamo molti "correlati neurali", a partire dal cervello "antico" e dalla sua tastiera emotiva - insieme familiari e aliene, contigue e alternative. Al punto da mettere in dubbio, ancora una volta, la tesi secondo la quale l'uomo sarebbe la misura di tutte le cose.

43 Visite, 1 Messaggi
Utente 3434
11 posts

«Tutto quello che gli esseri umani fanno e possiedono viene da qualche parte: per poter assemblare gli esseri umani, l'evoluzione doveva avere a disposizione, nel suo magazzino, la maggior parte dei pezzi necessari, messi a punto per fabbricare i modelli precedenti. Pezzi che noi abbiamo ereditato.
Consideriamo, per esempio, il percorso degli arti articolati sia negli artropodi, sia nei quadrupedi - fino agli esseri umani bipedi. In una rana, l'osso del segmento prossimale dell'arto posteriore è un femore, proprio come in un pollo o in un bambino. Possiamo quindi ricostruire una trasformazione dell'arto dall'anfibio, all'uccello volatore, al triatleta. Una creatura che dorme, sta dormendo a prescindere dalla specie cui appartiene. Lo stesso vale per una che starnutisce. Le specie sono diverse - spesso, però, non molto. Solo gli esseri umani hanno menti umane; ma credere che solo gli esseri umani abbiano una mente è come credere che, giacché solo gli esseri umani hanno il loro scheletro particolare, siano gli unici a possedere uno scheletro. Certo: lo scheletro degli elefanti, a differenza della loro mente, possiamo vederlo. Però possiamo vedere il loro sistema nervoso, e possiamo osservare il funzionamento delle loro menti nella logica e nei limiti del comportamento. Che si tratti di scheletro o cervello, il principio è lo stesso; se dovessimo porre un assunto, potrebbe essere che anche per la mente esiste un continuum.»

(pp. 54-55 - Distintamente umano?)

  • «
  • 1
  • »

865 Messaggi in 794 Discussioni di 100 utenti

Attualmente online: Ci sono 5 utenti online