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Io sono vivo e tu non mi senti
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Arsand, Daniel

Io sono vivo e tu non mi senti

Codice Edizioni, 20/04/2017

Abstract: Lipsia, 1945. Klaus Hirschkuh, ventitré anni, torna a casa dopo una lunghissima prigionia passata a Buchenwald. Nessuno lo accoglie con calore e affetto. Nessuno ha pietà della sua magrezza scheletrica, delle piaghe sul corpo e nell'anima. Nessuno, neppure i famigliari, pensa che abbia diritto a qualche consolazione. Perché il crimine che ha commesso non è stato dimenticato: è finito nell'inferno di un campo di concentramento perché omosessuale, perché ha amato, di nascosto e disperatamente, un altro ragazzo, Heinz Weiner. Il giorno in cui i due amanti vengono denunciati sanno che la loro vita è finita. Heinz, non reggendo alla vergogna e al terrore per ciò che lo aspetta, si lancia dalla finestra prima di essere arrestato. Klaus accetta il suo destino, ma la Storia non avrà pietà di lui: cinquant'anni dopo, nel 1989, gli viene negata la possibilità di partecipare a un evento che celebra i sopravvissuti a Buchenwald, perché lui, in fondo, "se l'è cercata".

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“Portami via” mi risuonerà a lungo nella mente, un romanzo che è scritto quasi come una poesia, le frasi brevi o brevissime, ripetute, martellate come le ossessioni e i ricordi di Klaus, nome di fantasia per una storia romanzata ma ispirata a quelle vere di molti internati nei campi di concentramento perché omosessuali. Neanche a dirlo l'ho terminato con le lacrime agli occhi. Un libro necessario.

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