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Suite francese
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Némirovsky, Irène <1903-1942>

Suite francese

Milano : Adelphi, 2005

Abstract: Nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad Auschwitz, Irène Némirovsky compose febbrilmente i primi due romanzi di una grande «sinfonia in cinque movimenti» che doveva narrare, quasi in presa diretta, il destino di una nazione, la Francia, sotto l’occupazione nazista: "Tempesta in giugno" (che racconta la fuga in massa dei parigini alla vigilia dell’arrivo dei tedeschi) e "Dolce" (il cui nucleo centrale è la passione, tanto più bruciante quanto più soffocata, che lega una «sposa di guerra» a un ufficiale tedesco). La pubblicazione, a sessant’anni di distanza, di "Suite francese", il volume che li riunisce, è stata in Francia un vero evento letterario. Non è difficile capire perché: con "Suite francese" ci troviamo di fronte al grande «romanzo popolare» nella sua accezione più nobile: un possente affresco, folto di personaggi memorabili, denso di storie avvincenti, dotato di un ritmo impeccabile, nel quale vediamo intrecciarsi i destini di una moltitudine di individui travolti dalla Storia. Su tutti – il ricco banchiere e il giovane prete, la grande cocotte e la contadina innamorata, lo scrittore vanesio e il ragazzo che vuole andare al fronte e scopre invece le gioie della carne fra le braccia generose di una donna di facili costumi – Irène Némirovsky posa uno sguardo che è insieme lucidissimo e visionario, mostrandoci uno spettro variegato di possibilità dell’uomo: il cinismo, la meschinità, la vigliaccheria, l’arroganza e la vanità, ma anche l’eroismo, l’amore e la pietà. «La cosa più importante, qui, e la più interessante» scriveva la Némirovsky due giorni prima di essere arrestata «è che gli eventi storici, rivoluzionari, ecc. sono appena sfiorati, mentre viene investigata la vita quotidiana, affettiva, e soprattutto la commedia che questa mette in scena».

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Le umane paure e difficoltà in tempo di guerra, amplificano il grande egoismo insito in tutti noi. Quello che è giusto o sbagliato i vinti o i vincitori, si confondono nelle nebbie delle umane passioni e debolezze. Grandissimo romanzo coinvolgente e disincantato, per una grande autrice morta ad Auschwitz . Assolutamente da leggere.

Romanzo stupendo da leggere assolutamente, autentica sorpresa e autrice meravigliosa tutta da scoprire, condivido pienamente ciò che Pietro Citati brevemente osserva: «Quasi senza saperlo, per una specie di grazia infusa, Irène Némirovsky possedeva i doni del grande romanziere, come se Tolstoj, Dostoevskij, Balzac, Flaubert, Turgenev le fossero accanto e le guidassero la mano mentre lei scriveva sui suoi quaderni ... Quando abbiamo finito di leggere le due prime parti di Suite francese, resta in noi una strana sensazione di letizia. Non sappiamo se essa dipenda dalla gioia nascosta sotto le tragedie della vita; o dalla felicità fisica di raccontare senza fine. Il tono volentieri lirico; l'eco melodiosa della frase; la ricchezza delle sensazioni; la bellezza della natura; gli animali quasi umanizzati; la luce del sole al mezzogiorno o al tramonto; il chiarore onnipresente della luna si sciolgono e si perdono nella fluidità della vita».
Oggi, “Giorno della Memoria”, voglio riflettere su questo libro anche se non parla direttamente della persecuzione contro gli Ebrei perché: 1) L’autrice era ebrea e fu internata ad Auschwitz dove poi morì per febbre tifoide nel 1942 e non permise di terminare questo romanzo che prevedeva cinque parti come un poema sinfonico (Tempesta in Giugno, Dolce, Prigionia, Battaglie e Pace) fece in tempo a terminare solo le prime due. 2) Tempesta in Giugno parla del tracollo della Francia alle temperie dell’invasione nazista nel giugno del ’40, dove la popolazione parigina fu costretta a sfollare a sud del paese che poi diverrà zona “libera” della Repubblica di Vichy filonazista che promulgherà anch’essa le leggi razziali, dove l’autrice abitava e la costringerà a portare la stella di Davide cucita sugli indumenti, sarà così che poi verrà arrestata ed internata ad Auschwitz. In questa parte colpisce la metamorfosi delle persone di fronte al terrore dell’invasione, dove a prevalere è l’egoismo delle persone e gli istinti di sopravvivenza, pochi sono gli spazi della condivisione. Assomiglia a quello che è successo a livello mondiale con l’invasione del Covid, fatte le dovute proporzioni. 3) “Dolce” parla di una storia d’amore tra una donna francese ed un ufficiale tedesco della Wehrmacht, leggete questa piccola parte: «E allora? Tedesco o francese, amico o nemico, è prima di tutto un uomo, e io sono una donna. E con me è affettuoso, tenero, pieno di attenzioni... È un ragazzo di città, ben curato a differenza degli uomini di qui; ha una bella pelle, denti bianchi. Quando bacia ha l'alito fresco, non sa di alcol come i ragazzi di paese. A me basta. Non cerco altro. Ci complicano abbastanza la vita con le guerre...”. Morale, nonostante la guerra la vita ha il suo corso normale: si muore di malattia, si nasce, le margherite crescono sul prato, si può avere il mal di denti e….le persone si amano che poi è la vera e autentica vocazione dell’uomo e del creato come Dio ci ha donato. Da questo racconto verrà prodotto anche un omonimo film nel 2014 di Saul Dibb. 4) L’autrice è di origine ucraina (nata a Kiev) e un paragone a ciò che sta succedendo in Ucraina sorge spontaneo e il pensiero va alla popolazione costretta a sfollare (quante famiglie ospitiamo qui da noi? Zona libera.) E i nazisti quali Putin intende scacciare, da che parte veramente sono? Vi propongo alcune autentiche immagini riqualificate e colorate di quel tremendo periodo.

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