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Ci vediamo per un caffè
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Kawaguchi, Toshikazu <1971- >

Ci vediamo per un caffè

Milano : Garzanti, 2023

Abstract: Tra le montagne del Giappone si nasconde un luogo leggendario. Sono tanti coloro che lo cercano, perché si racconta che chi è abbastanza determinato possa riuscire a trovarvi le risposte di cui ha bisogno. Per raggiungerlo basta seguire l’aroma intenso del caffè, varcare la soglia, sedersi e ordinare una tazza fumante. Ma solo chi non lascerà raffreddare la bevanda potrà rivivere l’istante del suo passato in cui ha preso una scelta alla quale continua a ripensare, in cui è rimasto in silenzio quando avrebbe voluto dire la verità, in cui ha dato la risposta sbagliata. Sono pochissimi i fortunati che hanno saputo cogliere l’occasione. Tra di loro ci sono il professor Kadokura, che ha trascurato la famiglia per il lavoro; i coniugi Sunao e Mutsuo, addolorati per la scomparsa dell’amatissimo cane; Hikari, pentita di non aver accettato la proposta di matrimonio del fidanzato Yoji; e infine Michiko, che è tornata nel locale in cui aveva incontrato il padre. Ognuno ha una storia diversa, ma tutti hanno lo stesso sguardo rivolto all’indietro,verso il momento in cui avrebbero potuto agire diversamente. Solo chi ha il coraggio di rievocare quell’istante avrà la possibilità di vederlo sotto un’altra luce e vivere con serenità il presente.

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Romanzo breve (160 pag.) ma righe importanti e significative, bella scrittura che racconta una storia intrigante dai contorni onirici con un obbiettivo molto preciso: quello di dire “le parole che non abbiamo detto” a coloro che nel passato abbiamo amato e che ora non ci sono più. Non è difficile riconoscersi ed immedesimarci, tutti abbiamo dei “sospesi” e dei “non detto”. Parole che magari potevano dare un corso diverso alla rispettiva relazione che possono ancora essere restituite. Una storia che è una specie di esame di riparazione fuori tempo massimo e lo possiamo fare bevendo semplicemente un caffè, basta che rimanga caldo. Mi sono veramente commosso a leggere queste impossibili righe di una fantasiosa macchina del tempo che ti riporta indietro ed incontrare la tua famiglia, il tuo amato e fedelissimo cane, il fidanzato o la fidanzata, il padre … è forse un suggerimento? Ora anche noi potremo incontrarli, l’amico, il fratello o la sorella, la nonna, la madre … tutti coloro che hanno segnato in modo significativo la nostra esistenza. E’ un esercizio che possiamo fare ora anche noi, basta entrare in un qualsiasi locale e sederci al tavolo e bere un caffè, e mentre lo sorseggiamo pensare a coloro che non ci sono più e provare a parlare con loro, dire le parole che non abbiamo detto, chissà che uscendo dal locale ne usciamo rinfrancati e portare le memorie, le parole e forse qualcosa di più che prima non avevamo potuto dire o che addirittura loro potevano dirci. Infine scoprire e avvertire un vento, un soffio che ancora trasporta il calore reale di una voce, di una parola e di una carezza di coloro che abbiamo amato e ci hanno amato tanto.

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