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Il palazzo delle donne
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Colombani, Laetitia

Il palazzo delle donne

Milano : Nord, 2021

Abstract: "Qui sei benvenuta. Qui sarai protetta. Qui troverai molto più di ciò che cercavi". È il coraggio a spingere la giovane Blanche a voltare le spalle a una vita di agi per lanciarsi nella più logorante delle battaglie: quella contro la povertà, la fame e l'umiliazione. A sette anni dalla fine della Grande Guerra, Parigi è ancora in ginocchio. Eppure Blanche si rende conto che alla metà dei bisognosi è negato ogni aiuto: tutti gli sforzi, infatti, sono rivolti agli uomini; nessuno tende la mano alle donne che ogni giorno mendicano agli angoli delle strade, si privano del cibo per sfamare i propri bambini e dormono all'addiaccio per sfuggire ai mariti violenti. Per Blanche, quella è un'ingiustizia intollerabile. E, quando viene a sapere che in rue de Charonne è in vendita un intero palazzo, combatterà fino all'ultimo per regalare un luogo sicuro a tutte le donne in difficoltà... È la disperazione a portare Solène al Palazzo delle Donne. Avvocato di successo, Solène è crollata il giorno in cui un suo cliente si è gettato dalla finestra del tribunale. Come parte della terapia, lo psicologo le ha suggerito il volontariato, così lei ha scelto di aiutare le donne che hanno trovato rifugio tra le mura di quel grande edificio in rue de Charonne. Qui, entra in contatto con un mondo lontanissimo da lei, fatto di miseria, di sfruttamento, di perdita. Ma anche di condivisione, di resilienza e di riscatto. A poco a poco, Solène capisce di non essere tanto diversa dalle ospiti del Palazzo: come lei, pure loro sono state sconfitte dalla vita. Però non si arrendono e continuano a lottare per un futuro migliore, traendo forza l'una dall'altra, come legate da un filo invisibile di solidarietà e comprensione. E sarà proprio quel filo ad avvolgere anche il cuore di Solène e a cambiare per sempre la sua esistenza.

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Bravissima l’autrice a ricavare e costruire, da una remota storia veramente vissuta a partire dal 1925 a Parigi, un intreccio e trama per un racconto romanzato ai giorni nostri. Sì, se è vero che la sua opera prima recava il titolo: “Treccia” (già caso letterario), con questo romanzo possiamo tranquillamente affermare che questa “treccia” continua, le vicende umane continuano ad intersecarsi ed intrecciarsi. Molto di quello che ora l’interprete Solène dispone, fa, progetta e che alla fine la porterà a fare più di una scelta radicale, è dovuto, costruito e donato da coloro che l’hanno preceduta e cioè dai coniugi Peyron: Blanche (l’altra interprete) e Albin “Combattenti…è proprio il caso di dirlo, dell’Esercito della Salvezza”. Anche attraverso la loro solidissima relazione, espressione di una grande intesa fino all’estremo e, toccanti sono le parole pronunciate dal marito al capezzale di Blanche: “Ti tengo con me con la stessa forza con cui tu mi porti con te”. Molto agile e scorrevole la lettura anche per un linguaggio semplice, che esprime efficacemente le emozioni, i sentimenti e i drammi, tanto che il lettore ne resta sorpreso, meravigliato e talvolta commosso. Il romanzo si sviluppa nella stanza degli ultimi, dei dimenticati e degli scarti dell’umanità. Parliamo di quelle donne ferite che venivano letteralmente gettate ai margini della società parigina e non trovavano sostegno, ricovero e aiuto. In questo contesto molto difficile, le due interpreti saranno capaci di fare degli approcci e dare delle risposte diversissime tra loro, ma nello stesso tempo molto efficaci, da poterle tranquillamente definire delle autentiche “eroine”. Blanche molto tenace, convinta ed intraprendente, l’altra all’inizio molto fragile ma poi anche lei capace di ereditare le capacità di chi l’ha preceduta e, la scritta su un muro molto bene riassume la sua vicenda: “Siano benvenute le crepe, perché lasciano passare la luce”. A mio avviso Blanche, che insieme al marito ha dovuto costruire tutto da zero, ha avuto nella vicenda narrata un approccio di tipo “assistenziale”, cioè procurare i “mezzi” e le “opere” per combattere efficacemente e oserei dire, materialmente queste povertà. La sua tenacia mi viene spontaneo associarla alle così dette “Sette Misericordie Corporali” che molto bene vengono rappresentate dal polittico del Maestro di Alkmaar (1504) realizzato per la chiesa di San Lorenzo a Alkmaar nei Paesi Bassi che vi propongo. I pannelli di legno mostrano le opere in questo ordine: dar mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, seppellire i morti, alloggiare i pellegrini, visitare i malati, e visitare i carcerati. Mentre Solène ha un approccio di vicinanza e di compassione con queste povere tribolate, che possiamo definire di “Accompagnamento” e spontanea mi viene l’associazione alle opere delle “Sette Misericordie Spirituali” che di seguito vi propongo di ascoltare e meditare attraverso Radio Vaticana, Prendersi cura del cuore, Catechesi di don Fabio Rosini:
Consigliare i dubbiosi: https://media.vaticannews.va/media/audio/s1/2021/11/20/17/136319738_F136319738.mp3
Insegnare agli ignoranti: https://media.vaticannews.va/media/audio/s1/2021/11/20/17/136319751_F136319751.mp3
Ammonire i peccatori: https://media.vaticannews.va/media/audio/s1/2021/11/20/17/136319759_F136319759.mp3
Consolare gli afflitti: https://media.vaticannews.va/media/audio/s1/2021/11/20/17/136319766_F136319766.mp3
Perdonare le offese: https://media.vaticannews.va/media/audio/s1/2021/11/20/17/136319779_F136319779.mp3
Sopportare pazientemente le persone moleste: https://media.vaticannews.va/media/audio/s1/2021/11/20/17/136319838_F136319838.mp3
Pregare Dio per i vivi e per i morti: https://media.vaticannews.va/media/audio/s1/2021/11/20/17/136319846_F136319846.mp3
Come si può vedere sono due modalità diversissime di operare, di pari dignità ed efficacia e sarà bene che tra loro si intreccino, si mescolino e collaborino: “perché la nostra vita possa finalmente cominciare”.
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Werken_van_Barmhartigheid,_Meester_van_Alkmaar_(1504).jpg

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