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Hunger Games. Ballata dell'usignolo e del serpente
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Collins, Suzanne <1962- >

Hunger Games. Ballata dell'usignolo e del serpente

Milano : Mondadori, 2020

Abstract: È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria. La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l'unica, esile, possibilità di riportarlo all'antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi. I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D'ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l'arena avrà luogo un duello all'ultimo sangue, ma fuori dall'arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.

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“Gli Snow si posano in cima”.

Coriolanus Snow è un giovane studente dell’Accademia, a Capitol City. Quest’anno sarà mentore degli Hunger Games, giochi in cui ventiquattro ragazzi vengono chiusi in un’arena e lì devono massacrarsi finché non ne rimarrà solo uno. A ogni mentore viene assegnato un ragazzo, e a Coriolanus tocca la ragazza del distretto 12, il più povero in assoluto. Dovrà cercare di farla sopravvivere nell’Arena, perché ha disperatamente bisogno dei soldi della vincita.

I temi trattati non sono nulla di nuovo rispetto al precedente “Hunger Games”, ma non lo considero un difetto, dato che questo non è l’obiettivo della storia e inoltre in un racconto così particolari temi delicati stonerebbero con il resto.

Non rivelerò troppo della trama, per non rovinare la storia a chi non l’ha ancora letto, ma mi limiterò a dire che il libro parla di uno Snow “puro come la neve” che cresce in una città malvagia gestito da adulti malvagi e contro la sua volontà si trasforma in quello che i lettori di “Hunger Games” sanno; ma parla anche della storia tra Corio (così lo chiamano tutti) e Lucy Gray; ma anche dell’amicizia tra il protagonista e il pesce fuor d’acqua Seianus Plinth. E ne parla bene. Sì, “Ballata dell’Usignolo e del Serpente” è un libro ricco di sottotrame, che non si limita a raccontare la storia di un ragazzo che fa il mentore negli “Hunger Games”. Addirittura, nell’Arena ci passiamo soltanto un terzo del libro, e il resto si centra soprattutto sulla caratterizzazione dei molteplici personaggi. La scrittura è descrittiva ma non troppo, leggera, il lessico è elevato ma non incomprensibile, le scene trasmettono esattamente quello che vogliono trasmettere. L’unica mancanza, ma inevitabile, sono le canzoni, che scritte non rendono come ascoltate. Però, appunto, non si può fare a meno di questo inconveniente.

Consiglio questo libro soprattutto a chi ha almeno un po’ di dimestichezza col mondo di Hunger Games, perché la scrittrice non fa descrizioni delle cose già menzionate nella trilogia precedente. Non bisogna leggersi i libri, anzi, la storia risulta anche più bella se non si conosce la storia di Katniss Everdeen, ma almeno sapere cosa sono i distretti, l’Arena, gli Hunger Games eccetera.

Leonardo Lucato, Liceo Scipione Maffei, progetto PCTO "Biblioteca Ragazzi", "Leggere on the Road"

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