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Solo se mi credi
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Quarzo, Guido <1948- > - Vivarelli, Anna <1958- >

Solo se mi credi

Milano : Rizzoli, 2020

Abstract: «Un giorno sarò un grande pasticciere, avrò un laboratorio e un grande negozio e tanti lavoranti... Ma c'è una cosa. Tutto questo lo potrò fare solo se... se tu mi credi». Torino 1905. Carlo, sedici anni, lavora come fattorino per la Pasticceria Fratelli Perosino, in centro città. Ama leggere, soprattutto i romanzi di Emilio Salgari, di cui divora le pagine dei volumi presi in prestito dalla biblioteca. Carlo si sente corsaro e avventuriero, ma anche pasticciere fin dentro le ossa, anche se per il momento in quel mondo di profumi e sapori paradisiaci ci è entrato solo dalla porta di servizio. Una mattina presto, andando al lavoro, Carlo si imbatte in un vagabondo seduto lungo il muro del cimitero. Gli offre una fetta di pane e l'altro, in cambio, gli regala un foglietto con quella che sembra essere una poesia. Sarà proprio quell'uomo a venir ritrovato cadavere nel fiume, ma solo dopo aver affidato a Carlo una busta, indirizzata a un noto avvocato. Comincia così questa storia che intreccia le avventure del giovane Carlo e il suo acerbo amore per Margherita, al mistero e ai fatti di un'Italia ancora giovane, nella quale i destini personali incontrano quelli della Storia.

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“Tutto questo potrò farlo… solo se mi credi”

Torino, 1905. Carlo, sedicenne, ha un sogno: diventare pasticciere. Per ora però ha iniziato a lavorare come fattorino per una nota pasticceria torinese, sperando di scalare presto le gerarchie. Carlo vive poi in un altro mondo, quello delle fantastiche storie di Emilio Salgari, scrittore che il giovane adora e di cui ha letto ormai tutti i libri. Un giorno, mentre si reca al lavoro, nota un senzatetto seduto al lato della strada. Per compassione gli allunga un pezzo di pane, ma riceve anche lui qualcosa a sua volta. Lo sconosciuto, infatti, gli allunga una poesia che contiene un significato anarchico. Pur perplesso, il ragazzo accetta lo strano dono e prosegue con la sua giornata. Purtroppo questo scambio di regali getterà Carlo in una storia misteriosa e contorta. Dopo qualche tempo il senzatetto, incontratolo apparentemente per caso, gli chiede di consegnare una lettera ancora più misteriosa della poesia. Passati alcuni giorni, però, il mendicante viene trovato morto in un canale e viene identificato come un pericoloso anarchico, implicato nell’omicidio del re Umberto I nel 1900. Carlo si troverà dunque a che fare con perfetti sconosciuti che con domande e richieste, che aggiungeranno mistero e un po’ di aria mistica, ai limiti dello spiritismo, ad una storia che, al contrario dei romanzi del tanto amato Salgari, si svolge nella vita reale.

La vicenda di Carlo è molto strana e contorta, o perlomeno così mi è sembrata. Tanti personaggi, descritti in scene frenetiche e contorte, si intrecciano in una narrazione che riesce a delinearsi in modo abbastanza chiaro solo leggendo il libro con attenzione. Seppur io abbia trovato qualche episodio un poco forzato e qualche personaggio non ben delineato, tuttavia, la trama, una volta compresa, è frizzante e coinvolgente, facendo venir voglia di andare a fondo in questo mistero che attanaglia una splendida Torino dei primi anni del ‘900. Un aspetto interessante è il dualismo che la storia mostra riguardo a due diverse realtà: quella vera, hic et nunc, qui e ora, e quella mistica-spiritica, tendente al soprannaturale, che aiuterà non poco nei risvolti della vicenda. Il sovrannaturale mi ha personalmente colpito, non per i suoi metodi, ma per il coinvolgimento che riceve nella storia. Donne vedove di marito si presentano spesso dalla medium di turno, cercando un contatto solo fittizio. Questo aiuta però (è un pensiero personale) a capire dove l’uomo e la sua pazzia, soprattutto se non istruito come in quegli anni, possano spingersi per conoscere una verità tranquillamente ricercabile nel mondo reale, come testimoniano poi il proseguimento della storia. Ultimo, ma non per importanza, argomento, è il sogno di Carlo. La sua aspirazione è coinvolgente e fa riflettere soprattutto sui sacrifici che al tempo si dovevano fare per raggiungere determinati obiettivi, guardando con occhio diverso la situazione attuale, dove ci lamenta per qualsiasi piccola noia.

Samuele Guarnieri, Liceo Maffei, Progetto PCTO Biblioteca Ragazzi, “Leggere on the road”

“Ghisleri è morto perché ha avuto il coraggio di dire di no.” L’intreccio di una storia d’amore adolescenziale e vari intrighi politici, Carlo un ragazzo di sedici anni è il protagonista di entrambi. “Solo se mi credi storia d’amore e di anarchia” è un romanzo che unisce la realtà di tutti i giorni ad un pizzico di magia. Crea il mistero tipico di un romanzo giallo e l’atmosfera da favola delle storie d’amore. La narrazione è semplice e chiara. La lettura è scorrevole e coinvolgente. Carlo è un personaggio con cui è facile impersonarsi. Questo ragazzo continuando a credere nei suoi sogni trasmette a noi lettori la voglia di inseguire i nostri sogni. In questo romanzo è possibile riflettere sui diritti che abbiamo e su come in passato è stato necessario lottare per essi. Questa riflessione non appesantisce però il romanzo rendendolo come un libro scolastico, ma si inserisce nella narrazione aggiungendo particolari che la rendono più movimentata. Consiglio questo libro a tutti gli appassionati di letteratura Young Adult.
Giorgia Paganello Liceo classico Scipione Maffei, 1 B Polis “Leggere on the road” – Progetto pcto con la Biblioteca Ragazzi, Giugno 2021

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