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Il buio oltre la siepe
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Lee, Harper <1926-2016> - Fordham, Fred

Il buio oltre la siepe

Milano : Mondadori, 2019

Abstract: Maycomb, Alabama, 1933. Nel profondissimo Sud degli Stati Uniti, segnato dalla Depressione e dalle manifestazioni del Ku Klux Klan, la piccola Jean Louise Finch, detta Scout, cresce insieme al fratello Jem con il padre Atticus, avvocato. La sua vita cambia per sempre quando Atticus assume la difesa di un uomo di colore, Tom Robinson, accusato di avere violentato una ragazza bianca... Lotte razziali e conflitti di classe, innocenza e ingiustizia, ipocrisia ed eroismo, tradizione e trasformazione. Sono gli ingredienti - attualissimi - di uno dei romanzi americani più amati e più intensi, pubblicato per la prima volta nel 1960, durante gli anni delle lotte per i diritti civili, che torna a nuova vita grazie alla matita di Fred Fordham.

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“Era un tipo perbene…” “Come la maggior parte delle persone, Scout. Quando alla fine riesci a vederle.”

In un’America degli anni ‘30, in una cittadina di nome Maycomb, un uomo di colore viene accusato di violenza contro la figlia di un uomo bianco. Il padre della protagonista assumerà l’incarico di difenderlo dalla pena di morte.

Premetto che questa non sarà una recensione della storia originale di Harper Lee, ma del modo in cui è stato realizzato il Graphic Novel della stessa, a cura di Fred Fordham. Prima di tutto, vorrei focalizzarmi sulla cosa che in una storia a fumetti spicca più di ogni altra, ovvero i disegni; purtroppo devo ammettere che i disegni del signor Fordham mi sono parsi abbastanza ordinari, e incapaci di replicare le immagini che si creavano nella mente dei lettori di Lee, come la cupa e non curata casa di Arthur “Boo” Radley o alcune sequenze su cui non scenderò troppo nello specifico per non anticipare nulla a eventuali lettori che non conoscono l’originale romanzo. Una seconda cosa che non mi ha convinto è stato il mantenere il fatto che fosse Scout adulta a raccontare la storia, cosa utile e poco invadente nel libro originale, ma non richiesta nel Graphic Novel: essendo un insieme di disegni, non serve che sia qualcuno a raccontare, no? Inoltre, questa cosa aggiunge un bel po’ di parti scritte, che in un fumetto dovrebbero essere limitate più possibile, a mio parere. Infine, molti tagli alla trama originale non mi hanno per niente convinto; non scenderò nello specifico, per lo stesso motivo di prima, ma mi pare un po’ eccessivo tagliare parti di un libro di sì e no 120 pagine. Dopo tutto ciò, voglio però ricordare che la storia di Lee sia molto meritevole di attenzione, e che per questo qualunque lettore troverà molto piacevole anche il Graphic Novel.

Nonostante la molteplicità e la profondità dei temi trattati in questa storia - la disparità dei generi e la discriminazione razziale sono i più evidenti - io la consiglierei a un pubblico di ogni età, premettendo però che più si è maturi, più la storia risulterà profonda e saggia. Come detto già sopra, consiglio questo specifico fumetto sia per i nuovi lettori, sia per chi ha apprezzato il romanzo di Lee e vuole vederlo sotto un’altra forma.

Leonardo Lucato, Liceo Scipione Maffei, Progetto PCTO "Biblioteca Ragazzi", "Leggere on the road"

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