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The hate u give
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Thomas, Angie

The hate u give

Firenze ; Milano : Giunti, 2017

Abstract: Starr si muove tra due mondi: abita in un quartiere di colore dove imperversano le gang ma frequenta una scuola prestigiosa, soprattutto per volere della madre, determinata a costruire un futuro migliore per i suoi figli. Vive quasi una doppia vita, a metà tra gli amici di infanzia e i nuovi compagni. Questo fragile equilibrio va in frantumi quando Starr assiste all'uccisione di Khalil, il suo migliore amico, per mano della polizia. Ed era disarmato. Il caso conquista le prime pagine dei giornali. C'è chi pensa che Khalil fosse un poco di buono, perfino uno spacciatore, il membro di una gang e che, in fin dei conti, se lo sia meritato. Quando appare chiaro che la polizia non ha alcun interesse a chiarire l'episodio, la protesta scende in strada e il quartiere di Starr si trasforma in teatro di guerriglia. C'è una cosa che tutti vogliono sapere: cos'è successo davvero quella notte? Ma l'unica che possa dare una risposta è Starr. Quello che dirà - o non dirà - può distruggere la sua comunità. Può mettere in pericolo la sua stessa vita.

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“A volte si fa tutto nel modo giusto e va male lo stesso. L’importante è non smettere mai di fare la cosa giusta”.
Starr, la protagonista di questo libro, è stata cresciuta in un quartiere di colore pervaso dalla violenza e dalle gang. Per questo motivo, e anche per il colore della sua pelle, i suoi genitori fin da piccola le hanno spiegato come comportarsi nel caso in cui fosse stata fermata dalla polizia. Questo però non era stato spiegato a Khalil, il suo migliore amico. Tornando da una festa infatti, sono stati fermati e Starr ha dovuto assistere ai tre colpi di pistola che la polizia ha sparato a Khalil. Starr torna a casa sconvolta, non credendo a ciò che era appena successo ma decisa ad avere giustizia.
Un romanzo straordinario che ha come temi principali il razzismo e la violenza da parte della polizia raccontati da una ragazza di soli 16 anni ma con numerose esperienze al riguardo. Molto coinvolgente e capace di farti arrabbiare per queste ingiustizie presenti purtroppo anche al giorno d’oggi.

Arianna Magrella
3CLI, liceo Copernico
“Leggere on the road” - Progetto PCTO con la Biblioteca Ragazzi, marzo 2021

Questo romanzo racconta la storia di una ragazza afroamericana di nome Starr Carter, la quale assiste all’omicidio del suo migliore amico da parte di un poliziotto bianco. Ora Starr ha solo una scelta da compiere: continuare a fingere sulla sua identità nella scuola più altolocata del quartiere o raccontare al mondo la verità riguardo quella notte?
Alla base di questo “Miracolo editoriale” (come lo descrive il The Guardian) vi sono così tanti aspetti della vita quotidiana che siamo abituati a non notare nemmeno, ritenendoli forse troppo ordinari per attribuire loro anche solo un minimo di importanza.
Starr, la protagonista del libro, col suo mutare atteggiamento in base ai luoghi, alle persone e agli ambienti mi ha trasmesso quanto sia spossante cercare di essere ciò che in realtà non si è. Detesto le bugie eppure anch’io alle volte mi sono comportata come lei, mentendo sul mio essere, mentendo a volte anche a me stessa, solo per cercare di plagiare ciò che ero per sentirmi più a mio agio o forse per creare una realtà in cui fossi totalmente e indiscutibilmente diversa. Il giorno in cui ho finito questo libro, ho imparato questo: non avere mai paura di ciò che sei, non avere mai paura di camminare a testa alta, non avere mai paura delle tue origini. Starr l’ha capito a fine romanzo quando, citando pagina 403, ha appreso che mentire a sé stessa non serviva a nulla: “Mi vergognavo di Garden Heights e di tutto quello che rappresentava. Se non posso cambiare le mie origini e il mio vissuto, perché dovrei vergognarmi di ciò che mi rende quella che sono? È come vergognarsi di se stessi”.
L’amore segue ogni passo della vita di Starr, l’amore è il motivo che la spinge a parlare, a utilizzare la sua voce per raccontare cosa le era accaduto. All’inizio aveva paura, paura che fare la cosa giusta non bastasse, non rendesse a pieno giustizia a Khalil, ma dopo, con l’aiuto della madre, ha compreso che l’importante non era fare la cosa giusta e pensare che sarebbe potuta andare male, ma farla e rifarla, per lasciare un segno, per lasciare qualcosa di lei al mondo. Perché, che senso ha avere una voce se poi resti in silenzio quando non dovresti? Lei ha avuto coraggio perché il coraggio non è non avere paura ma andare avanti nonostante la paura. Lei non ha solo avuto il coraggio di parlare, lei ha avuto il coraggio di pensare fuori dagli schemi, ha avuto il coraggio di deviare il suo atteggiamento verso una strada comune, ha avuto il coraggio di abbattere i pregiudizi che la gente aveva su di lei, ha avuto il coraggio di combattere contro questi pregiudizi semplicemente utilizzando la diversità come un punto a favore e non a sfavore.
Infine credo che sia giusto pensare alla diversità come un male, godiamocela. Siamo tutti dannatamente e magnificamente differenti. Ognuno di noi ha una storia unica e una personalità altrettanto speciale. Siamo tutti diversi, e allora perché considerare la diversità un problema? È come sputarci addosso e dire “Sì sono una problematica pure io in effetti”, come quasi a significare che siamo sbagliati. Ma nessuno è sbagliato, le nostre scelte sono dettate da qualcosa di profondo.
Francesca Comper
4AES, Liceo Montanari
"Leggere on the road" - Progetto PCTO con la Biblioteca Ragazzi, maggio 2021

“Non sarei dovuta venire a questa festa. Non sono neanche sicura di appartenere a questo ambiente. […] È che ci sono certi posti dove essere me stessa non basta. In nessuna delle due versioni.”

Starr è una ragazza afroamericana che frequenta ancora le scuole superiori. La sua vita si divide tra due mondi: il primo è quello del quartiere in cui abita, caratterizzato da gang e criminalità; il secondo, invece, riguarda la scuola che Starr frequenta, un istituto prestigioso principalmente caratterizzato da persone bianche. Al momento la sua difficoltà più grande equivale al condurre una doppia vita a metà tra gli amici con cui è cresciuta e quelli conosciuti alla scuola nuova. Tutti gli sforzi fatti da Starr fino ad ora svaniranno in una sola serata che le cambierà per sempre la vita, quando il suo amico Khalil, che la stava riportando a casa dalla festa in cui si trovavano, perderà la vita a causa dei proiettili della pistola di un poliziotto. Il libro parla di un argomento non solo conosciutissimo, come è il razzismo, ma anche molto vicino a noi, perché episodi come quello raccontato sono successi recentemente, e hanno smosso gli animi del cosiddetto “black lives matter”, un movimento nato negli Stati Uniti d’America volto a denigrare l’abuso di potere esercitato dalla polizia sulle persone di colore, in particolare gli afroamericani. Il romanzo di Angie Thomas è travolgente, non solo per lo stile semplice e lineare, che fa si che il messaggio nascosto nel racconto venga fuori e colpisca in modo diretto il lettore, ma anche per il carattere della protagonista e dei personaggi a lei più vicini che metteranno a rischio la loro vita, pur di ottenere giustizia. È un libro forte e intenso, consigliabile a persone di tutte le età, perché non solo insegna che la diversità del colore della pelle non deve essere un motivo di prevaricazione sull’altro, ma mette anche in evidenza tematiche come la ricerca della verità e il coraggio di battersi per quest’ultima a qualsiasi costo, in qualunque circostanza, senza mai temere di essere sé stessi.
Beatrice Montanari
4 LICEO CLASSICO, Istituto Gian Matteo Giberti
"Leggere on the road" - Progetto PCTO con la Biblioteca Ragazzi, maggio 2021

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