Foto di Pete Linforth da Pixabay 

Orientarsi tra post-verità, dipendenze digitali e fake news

 

L’utilizzo e la diffusione di Internet e dei servizi di comunicazione online rappresentano forse il fenomeno socio-culturale più imponente e rilevante degli ultimi decenni. Il web e i social media hanno messo a disposizione spazi e risorse prima impensabili e, soprattutto in periodi di isolamento e di distanza, stanno consentendo di conservare contatti e relazioni e di accedere da casa a risorse e servizi. Tuttavia, manifestano anche delle vere e proprie sfide gestionali, specialmente in materia di accessibilità, di divulgazione di dati sensibili e sensibilissimi e infine di conservazione di tali dati. Inoltre, si pongono importanti e delicate questioni per quel che riguarda la tutela della privacy e la certificazione delle fonti informative.

La diffusione di informazioni distorte, non verificabili e in alcuni casi inventate non è però un fenomeno nuovo. Il grande medievista Marc Bloch ebbe un’esperienza diretta di come le false notizie si alimentassero e propagassero durante la Prima guerra mondiale e ne trasse le Riflessioni di uno storico sulle false notizie della guerra, riflessioni ancora oggi molto valide. Anche Georges Lefebvre, altro grande storico del secolo scorso, si dedicò allo studio dei meccanismi emotivi e comunicativi nel diffondersi delle notizie: il risultato è La grande paura dell’Ottantanove (1932), un saggio che getta una luce tutta particolare sulle cause della Rivoluzione francese (vedi anche: La rivoluzione delle voci: la grande paura del 1789, di Alessandro Grelli). Di fake news si è occupato anche Robert Darnton, uno dei maggiori storici culturali dei nostri anni, a partire dal famigerato (ma probabilmente mai avvenuto) episodio che vedeva Maria Antonietta suggerire di distribuire al popolo affamato delle brioches.

Internet e la rete informativa costruita negli ultimi anni hanno portato fenomeni di questo tipo ad un livello non soltanto quantitativamente, ma anche qualitativamente diverso, tanto che in ambito filosofico e sociologico è stato coniato il termine "post-verità" per identificare uno stato di trasmissione della conoscenza in cui quel che conta non è lo statuto di verificabilità dell’enunciato, ma il successo del suo recepimento, vale a dire della sua diffusione.

Le biblioteche sono in prima fila, assieme agli archivi e ai musei, per proporre antidoti efficaci a simili patologie comunicative. Scopo primario di un istituto come la biblioteca è infatti la promozione di una lettura prolungata e duratura di documenti (i libri) che hanno alle spalle un processo di produzione ancor più prolungato e duraturo. Basti pensare che la Biblioteca Civica conserva frammenti pergamenacei del IX secolo e numerosi manoscritti datati tra XII e XV secolo, oltre a moltissime edizioni a stampa antiche, che testimoniano un processo lento e accurato di costruzione del sapere, un processo colmo di dettagli che ancor oggi ci testimoniano il loro valore. Inoltre, i libri – così come i documenti archivistici – si propongono al lettore come materiale informativo che vanta una caratteristica importantissima ai fini della conoscenza: la rintracciabilità. Innanzitutto, un libro è catalogato e collocato: se lo chiedete a un bibliotecario, o se lo cercate su uno scaffale, è perché ha un suo posto designato (se non lo avesse sarebbe un grosso guaio). E poi il suo contenuto si può far risalire a un autore ed eventualmente a una bibliografia.

In definitiva, la lettura dei libri difende da quella che Italo Calvino in una delle sue Lezioni americane definiva “peste del linguaggio”:

Non m’interessa qui chiedermi se le origini di quest’epidemia siano da ricercare nella politica, nell’ideologia, nell’uniformità burocratica, nell’omogeneizzazione dei mass-media, nella diffusione scolastica della media cultura. Quel che mi interessa sono le possibilità di salute. La letteratura (e forse solo la letteratura) può creare degli anticorpi che contrastino l’espandersi della peste del linguaggio.

 

Questa bibliografia propone di adoperare un mezzo digitale, l’ebook, per stimolare letture e ragionamenti su un vasto spettro di questioni riguardanti l’utilizzo della rete, quali le dipendenze digitali, il trattamento dei dati personali, la post-verità, il giornalismo e molte altre. Inoltre, vengono proposte delle risorse, sempre digitali, per stimolare ulteriormente l’approfondimento e il superamento di quel velo di comunicazione immediata e sensazionale che è la “pioggia ininterrotta d’immagini” di cui parla Calvino.

 

Trovati 43 documenti.

Adolescenti digitali
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

AA.VV. - Magnini, Bernardo - Perrotta, Manuela

Adolescenti digitali

Fondazione Bruno Kessler

Abstract: Gli adolescenti di oggi sono la prima generazione al mondo nata e cresciuta nell'era Gli adolescenti di oggi sono la prima generazione al mondo nata e cresciuta nell'era digitale: tecnologicamente onnivori, computer, cellulari e smartphone sono la loro dieta quotidiana; e-mail, instant messaging e voip sono le loro protesi comunicative; i linguaggi dell'era dell'informazione, della connettività globale e del social networking sono la loro lingua madre.Il volume presenta i risultati di una ricerca realizzata nell'ambito del progetto "LiveMemories": protagonisti sono 852 studenti di 11 scuole superiori del Trentino, che hanno risposto a domande sui loro stili di vita, sulle loro abitudini e sull'influenza che le nuove tecnologie hanno sul loro modo di socializzare e di comunicare nella vita quotidiana. A partire da tali risultati, il volume discute la relazione tra adolescenti e nuove tecnologie digitali, esplorando la centralità del ruolo di Internet e dei Social Network nelle vite quotidiane dei ragazzi.

La vita tra reale e virtuale. Meet the media guru
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Bauman, Zygmunt

La vita tra reale e virtuale. Meet the media guru

Egea, 28/05/2014

Abstract: Noto come uno dei più influenti pensatori al mondo, Bauman da tempo ricerca lungo le direttrici più cruciali per capire i cambiamenti della nostra epoca, dalla sociologia alla teoria politica, dalla filosofia alla comunicazione, dall'etica all'economia. A lui si deve la folgorante definizione di "modernità liquida " (definizione che insieme all'affermazione "il medium è il messaggio" di Marshal McLuhan è tra le più fortunate del Novecento), di cui è uno dei più acuti osservatori e la cui concettualizzazione ha influenzato gli studi in tutti i campi delle scienze umane. Per capire le mutazioni in atto, l'accelerazione del cambiamento determinato in questi ultimi anni dall'espansione dei social media e delle reti in particolare, occorre partire proprio da questo suo assunto, vale a dire dal fatto che nella società contemporanea i legami tra gli individui si sono "liquefatti", tendono cioè a dissiparsi, a disgregarsi e a diventare sempre più effimeri. L'attuale "liquefazione" delle relazioni produce un individuo afflitto dalla solitudine, egoista ed egocentrico, che vive in un tempo anch'esso liquido, non solido come quello che contraddistingueva le società premoderne. Da qui il disagio della postmodernità e la fuga rassicurante nell'online.(dall'Introduzione di M.G. Mattei)

Sociologia dei media digitali. Relazioni sociali e processi comunicativi del web partecipativo
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Bennato, Davide

Sociologia dei media digitali. Relazioni sociali e processi comunicativi del web partecipativo

Laterza, 18/05/2012

Abstract: Milioni di persone si informano e interagiscono fra loro attraverso l'uso di internet. Ognuno a suo modo partecipa alla messa in rete di notizie, ma anche alla trasformazione di questi strumenti di comunicazione e di socializzazione. Blog, wiki, social network sono soprattutto strumenti di relazione sociale. Il web partecipativo costringe quindi a un profondo ripensamento dei concetti classici della sociologia della comunicazione.Davide Bennato propone una analisi approfondita dei diversi strumenti e delle piattaforme note al grande pubblico, da Facebook a Youtube, ed esamina le conseguenze etiche e sociali dell'uso delle nuove tecnologie.

Le teorie delle comunicazioni di massa e la sfida digitale
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Bentivegna, Sara - Boccia Artieri, Giovanni

Le teorie delle comunicazioni di massa e la sfida digitale

Laterza, 02/05/2019

Abstract: A distanza di quindici anni dalla pubblicazione del manuale Teorie delle comunicazioni di massa di Sara Bentivegna, che si è imposto come testo di riferimento per numerosissimi corsi universitari, un libro completamente nuovo rilegge le teorie classiche alla luce della rivoluzione digitale.I mass media manipolano l'opinione pubblica? In quali modi? Con il passaggio al digitale stiamo assistendo alla costruzione di nuove forme di propaganda? Come leggere fenomeni come le fake news, le echo chambers o la polarizzazione dei pubblici online? Gli autori rispondono a queste domande esponendo le diverse teorie che hanno accompagnato lo sviluppo e l'affermazione delle comunicazioni di massa e rileggendone gli strumenti concettuali alla luce della rivoluzione digitale degli ultimi anni. Descrivono, inoltre, in modo puntuale le principali trasformazioni che riguardano il potere dei media nei processi di costruzione della realtà sociale e nei confronti dell'audience.

La guerra e le false notizie. Ricordi (1914-1915) e riflessioni (1921)
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Bloch, Marc

La guerra e le false notizie. Ricordi (1914-1915) e riflessioni (1921)

Fazi Editore, 18/09/2014

Abstract: Nel centenario del primo conflitto mondiale, i ricordi di guerra di un testimone d'eccezione. Con uno stile sobrio e attraverso un'approfondita analisi storiografica, Marc Bloch porta sotto gli occhi del lettore l'esperienza della guerra con i suoi orrori ma anche con i suoi momenti di inaspettata bellezza. "Le notizie false, in tutta la molteplicità delle loro forme – semplici dicerie, imposture, leggende ‑, hanno riempito la vita dell'umanità. Come nascono? da quali elementi traggono la loro consistenza? come si propagano, guadagnando in ampiezza a mano a mano che passano di bocca in bocca o di scritto in scritto? Nessun interrogativo più di questi merita d'appassionare chiunque ami riflettere sulla storia". Una lezione di scetticismo, sugli aspetti comunicativi della storia dei vinti, sui microepisodi che rispondono ad alcune domande della critica storica, attraverso leggende, percezioni inesatte, un vero e proprio esperimento di psicologia collettiva. Agosto 1914. All'indomani della dichiarazione di guerra della Germania alla Francia, Marc Bloch lascia Parigi per raggiungere il fronte. Ufficiale di fanteria, condivide con i suoi compagni la dura quotidianità della vita di trincea, il caos degli scontri a fuoco con il nemico, la paura della morte sempre in agguato, il dolore per le tante perdite. Di quegli anni terribili, da cui uscirà con la consapevolezza del proprio mestiere di storico, ci darà nei Ricordi di guerra 1914-1915 un resoconto appassionante e pervaso da una sobria umanità, scegliendo di raccontare solo ciò che ha visto e vissuto di persona e proprio per questo rendendo la sua una testimonianza generale. Questa esperienza individuale sarà in seguito ripensata da Bloch nelle Riflessioni. Lo storico studia la guerra come "un immenso esperimento di psicologia sociale" e, partendo dagli stati d'animo collettivi che consentono ai pregiudizi di trasformare una cattiva percezione in leggenda, analizza la formazione e la diffusione delle false notizie che hanno circolato nelle trincee. Imbocca così una strada di ricerca che impronterà tutta la sua opera, costituendo una corrente d'indagine che darà vita a una feconda scuola di pensiero e che è ancora oggi di grande attualità.

Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Calvino, Italo

Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio

Mondadori, 17/07/2012

Abstract: "La "Leggerezza", la "Rapidità", l'"Esattezza", la "Visibilità", la "Molteplicità" dovrebbero in realtà informare non soltanto l'attività degli scrittori ma ogni gesto della nostra troppo sciatta, svagata esistenza." (Dalla quarta di copertina di Gian Carlo Roscioni alla prima edizione)

Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervello
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Carr, Nicholas

Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervello

Raffaello Cortina Editore, 14/05/2013

Abstract: Ogni giorno navighiamo nel Web, passando da un sito all'altro, a caccia di notizie, documenti, video; controlliamo la nostra casella di posta elettronica, inviamo SMS e non dimentichiamo di inseguire emozioni sui social network più alla moda. La rete rende più rapido il lavoro e più stimolante il tempo libero ma, mentre usiamo a piene mani i suoi vantaggi, stiamo forse sacrificando la nostra capacità di pensare in modo approfondito? Abituati a scorrere freneticamente dati tratti dalle fonti più disparate, siamo diventati tutti superficiali? Che ci piaccia o no, la rete ci sta riprogrammando a sua immagine e somiglianza, arrivando a plasmare la nostra stessa attività cerebrale. Con stile asciutto e incisivo, lontano sia dagli entusiasmi degli adepti del cyberspazio sia dai toni apocalittici dei profeti di sventura, Nicholas Carr ci invita a riflettere su come l'uso distratto di innumerevoli frammenti di informazione finisca per farci perdere la capacità di concentrazione e ragionamento.

La matematica di Facebook. Algoritmi e altri conti nei social network
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Cecato, Diego - Marmo, Roberto

La matematica di Facebook. Algoritmi e altri conti nei social network

Hoepli, 05/04/2019

Abstract: La matematica come strumento di analisi per capire cosa si nasconda dietro alle accattivanti interfacce che siamo soliti utilizzare. Oggetti matematici quali grafi, insiemi, matrici e studi di funzione, nelle loro caratteristiche base, si intrecciano a ricerche di sociologia che hanno cercato di codificare i comportamenti e le relazioni umane secondo princìpi tecnici. L'analisi sull'attuale evoluzione dei social network parte da Facebook e non esclude piccoli excursus su altre piattaforme con relativi confronti, quali per esempio la differenza tra l'engagement rate di Facebook e il time rate di Twitter che determina la visibilità di un contenuto rispetto a un altro.

La privacy vi salverà la vita. Internet, social, chat e altre mortali amenità
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Curioni, Alessandro

La privacy vi salverà la vita. Internet, social, chat e altre mortali amenità

Mimesis Edizioni, 10/10/2017

Abstract: "Stiamo morendo per eccesso di informazioni" è una frase di Federico Zeri che oggi appare profetica. Al cospetto di una Rete sconfinata che non dimentica nulla, continuiamo a riversare su web, chat on line e social media pezzi della nostra vita, con conseguenze imprevedibili e non di rado tragiche. Ricatti, vendette, umiliazioni pubbliche, furti di identità sono cronaca quotidiana sul web e spesso i colpevoli sono le stesse vittime, incapaci di trattenere il desiderio di trovare un posto al sole su Internet. Un atteggiamento favorito da un sistema in cui la vera merce sono proprio i dati e le informazioni che vengono venduti e scambiati più o meno legalmente. L'unica salvezza sembra essere la riscoperta del valore della propria privacy, che diventa il tema centrale di questo libro, in cui l'autore, attraverso racconti, a volte drammatici altre esilaranti, spiega come e perché tutelare la nostra vita privata non è un diritto, ma un dovere; come esistano leggi e regolamenti in materia e di quelle volte in cui mettiamo in pericolo anche gli altri.

Stati nervosi. Come l'emotività ha conquistato il mondo
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Davies, William - Perugini, Maria Grazia

Stati nervosi. Come l'emotività ha conquistato il mondo

Einaudi, 30/04/2019

Abstract: Partendo dall'analisi di episodi come quello di Oxford Circus del 2017 - in cui un allarme terroristico diffuso in rete attraverso centinaia di tweet costrinse all'evacuazione dell'intera area e dopo poche ore si rivelò del tutto immotivato - William Davies sottolinea come numeri, indicatori e fatti reali perdano sempre piú autorevolezza. Il risultato è un vuoto che, nell'èra digitale, rischia di riempirsi immediatamente di voci, fantasie, congetture, mentre i social network "diventano un'arma da combattimento a disposizione di tutti". Mettendo insieme economia, psicologia, sociologia e filosofia, e basandosi su un'accurata ricerca storica, in Stati nervosi Davies propone un'interpretazione davvero nuova dei nostri anni segnati dall'irrazionalità."Un capolavoro, da qualsiasi prospettiva lo si legga".The New York Times "William Davies è un astro nascente del pensiero politico".The Guardian "Un'analisi perspicace sulle radici dell'attuale crisi delle competenze".Yuval Noah Harari "Stati nervosi è una guida preziosa per quest'epoca".Financial Times

La rete ci renderà stupidi?
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

De Kerckhove, Derrick - Argangeli, Massimo

La rete ci renderà stupidi?

Castelvecchi, 28/04/2016

Abstract: Google ci rende veramente stupidi? A partire dalla celebre domanda posta dallo studioso americano Nicholas Carr, Derrick de Kerckhove, erede di Marshall McLuhan e guru dell'era digitale, si inoltra nell'universo della rete problematizzandone gli impatti sul nostro modo di pensare, sulle facoltà cognitive, sulle capacità mnestiche. Chi di noi non usa Google? Chi può vivere oggi senza la rete? Che conseguenze hanno sulla nostra vita Facebook e Twitter? De Kerckhove affronta il fondamentale cambiamento epistemologico che stiamo vivendo, che rivoluziona modi dell'essere nutriti per secoli quali pazienza, memoria, attenzione, ascolto, silenzio, lettura, per scoprire, attraverso le sue riflessioni, i pericoli ma anche le enormi potenzialità della rete.

Le regole della rete. Come tutelare i propri contenuti online
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

De Stefani, Federica

Le regole della rete. Come tutelare i propri contenuti online

Hoepli, 13/03/2017

Abstract: Ci sono delle regole che vanno rispettate anche online? Assolutamente sì, tutti lo sanno eppure in molti se lo dimenticano. Accade quindi che si parli sempre più spesso di immagini rubate, testi copiati, diritti di vario genere violati... Non si può utilizzare correttamente la Rete se non si conoscono le norme che la disciplinano. Che cosa succede, per esempio, se qualcuno ti offende in Rete? Forse non ci hai mai pensato, ma ci sono delle conseguenze anche gravi. Le regole della Rete presenta una panoramica sulle principali tematiche che riguardano la normativa vigente: la privacy, la pubblicazione dei contenuti su Internet o sui social network, le offese in Rete, il diritto d'autore. Una guida dettagliata per gli utenti del web che spiega cosa è lecito e quali comportamenti si devono assolutamente evitare online, smontando quelle 'leggende metropolitane' che inducono in errore.

Senza limiti. Gioco, internet, shopping e altri disturbi del controllo degli impulsi
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Dell'Osso, Bernardo

Senza limiti. Gioco, internet, shopping e altri disturbi del controllo degli impulsi

Il Pensiero Scientifico, 03/09/2013

Abstract: I disturbi del controllo degli impulsi sono alla base di molti comportamenti definiti compulsivi. Questo libro, oltre ad analizzare le varie forme che il discontrollo può prendere, fornisce un valido aiuto ai familiari delle persone colpite da questo disturbo.

Sopravvivere alle informazioni su internet. Rimedi all'information overload
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Farabegoli, Alessandra

Sopravvivere alle informazioni su internet. Rimedi all'information overload

Apogeo, 22/05/2012

Abstract: L'icona rossa segnala che ci sono numerose email da leggere. Le persone che seguiamo sui social network ci inondano di aggiornamenti e segnalazioni. Nell'aggregatore i feed RSS continuano ad accumularsi. Travolti da questa valanga di informazioni trascorriamo le giornate tra siti di news, email da aprire, notifiche da scorrere. Ogni stimolo a sua volta apre un'altra serie di collegamenti da esplorare, in un flusso di dati potenzialmente illimitato. Come se non bastasse, il livello di attenzione deve essere sempre alto perché in Rete preziose informazioni di qualità si mescolano a false notizie e leggende metropolitane. In questo contesto gestire l'informazione può apparire un'impresa impossibile. In realtà bastano alcuni semplici passi per amministrare bene il tempo, senza rinunciare a essere sempre aggiornati. La strada è quella tracciata da questo pratico testo. Un viaggio al termine del quale padroneggeremo un metodo e gli strumenti necessari a filtrare, organizzare, ritrovare al momento giusto le informazioni che servono. Perché l'abbondanza di stimoli in cui siamo immersi quotidianamente su Internet torni a essere una ricchezza al nostro servizio, non un oceano in cui annegare.

Fake news: sicuri che sia falso? Gestire disinformazione, false notizie e conoscenza deformata
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Fontana, Andrea

Fake news: sicuri che sia falso? Gestire disinformazione, false notizie e conoscenza deformata

Hoepli, 09/11/2018

Abstract: Prendere decisioni in base alle informazioni disponibili è fondamentale nella vita come nel business. Ma come si fa oggi a decidere se qualcosa è vero o meno? Come sappiamo se una informazione è manipolata, strumentalizzata o semplicemente sbagliata? Le fake news infatti non sono le notizie false, ma le notizie inventate, costruite ad arte per farci vivere e percepire una certa realtà. A volte siamo noi che le inventiamo senza nemmeno accorgercene, diffondendo mis-informazione. Altre volte lo fanno professionisti con il compito di creare scene di verità in precise operazioni disinformative o propagandistiche di cui siamo testimoni e spesso inconsapevoli diffusori. Questo libro fa chiarezza sui modi in cui oggi le notizie vengono create, diffuse e strumentalizzate, anche grazie a interviste a media expert, giornalisti e professionisti della comunicazione che lo arricchiscono. L'autore non solo spiega nel dettaglio, con moltissimi esempi, come si alterano, manipolano e diffondono le notizie, ma porta il lettore all'interno di un viaggio, quello del Fakeability Path: un modello usato per illustrare passo dopo passo il sentiero della finzionalità comunicativa, diventata cifra del nostro vivere e percepire sociale. Non viviamo infatti nel reale, ma nel 'realistico' - il racconto mediato del reale fatto di link, post, hashtag, filtri, immagini e meme. Dove la 'verità' è una 'percezione' che si basa sui racconti credibili che ne facciamo. Le regole della comunicazione sono profondamente cambiate, perché è mutato il paradigma di realtà dentro cui siamo stati educati. Non più vero vs falso, ma vero-falso insieme. Benvenuti nella nuova realtà contro-fattuale.

La furia delle immagini. Note sulla postfotografia
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Fontcuberta, Joan - Giusti, Sergio

La furia delle immagini. Note sulla postfotografia

Einaudi, 20/03/2018

Abstract: La seconda rivoluzione digitale, caratterizzata dalla preminenza di Internet, dei social network e della telefonia mobile, e la società ipermoderna, segnata dall'asfissia del consumo, ci hanno catapultati in un'epoca postfotografica, nella quale abitiamo l'immagine nella stessa misura in cui essa ci abita. La postfotografia ci mette di fronte alla sfida della gestione sociale e politica di questa nuova realtà frutto di un'onnipresente iconosfera. Le immagini circolano in rete a folle velocità, non sono piú presenze inerti, e la loro incessante energia cinetica le rende attive, furiose, pericolose La postfotografia diventa cosí un contesto di pensiero visivo che certifica la smaterializzazione delle immagini e dei loro autori, dissolvendo le nozioni di originalità e proprietà, di verità e memoria.

Far Web. Odio, bufale, bullismo. Il lato oscuro dei social
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Grandi, Matteo

Far Web. Odio, bufale, bullismo. Il lato oscuro dei social

Rizzoli, 14/09/2017

Abstract: Insulti, discriminazioni di ogni genere, misoginia, istigazione alla violenza, omofobia, fake news dal retrogusto razzista e anti-scientifico, revenge porn. Solo per citare le manifestazioni più evidenti. Non c'è alcun dubbio che la Rete, in particolare con i social media, sia diventata un luogo nel quale scaricare rabbia e frustrazioni senza sensi di colpa, in cui attaccare ferocemente personaggi pubblici o emeriti sconosciuti con la sola colpa di avere opinioni diverse.A monte di questa valanga di fango sembra esserci l'idea che Internet sia una zona franca, un Far Web in cui non esistono regole, in cui vige l'impunità e dove è legittimo e pratico farsi giustizia da sé. Ma è poi davvero colpa della Rete se la gente odia? Siamo veramente disposti a mettere in gioco la nostra libertà d'espressione per portare avanti una crociata indiscriminata contro l'odio online? Qual è, in questa partita, il ruolo che giocano le diverse piattaforme? Quanto incide su certe derive la mancanza diffusa di educazione digitale? E qual è il quadro normativo a cui fare riferimento oggi?In questo saggio pop brillante e ricco di esempi tratti dalla cronaca recente, Matteo Grandi, una delle voci più influenti del web, indaga da vicino il fenomeno dell'inquinamento della Rete in tutte le sue manifestazioni, per spiegarci di cosa parliamo quando parliamo di odio e social media.

Shopping, computer, pillole, ancora una e poi smetto! Come nascono le dipendenze e come possiamo farne a meno
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Green, Anna

Shopping, computer, pillole, ancora una e poi smetto! Come nascono le dipendenze e come possiamo farne a meno

FerrariSinibaldi, 03/05/2011

Abstract: In una società in cui tutto è concesso, in cui godiamo di una libertà sempre crescente e in cui i gradi di libertà per le nostre azioni sono maggiori, ci ritroviamo spesso privi di confini e con un senso di vuoto interiore. Ecco allora che ci ritroviamo a dover cercare dei punti fermi, qualcosa che dia un senso al nostro agire e ai nostri stati interiori che spesso non riusciamo a decodificare. É in questa cornice che si vanno a sviluppare le dipendenze patologiche. Al giorno d'oggi si stanno delineando forme di dipendenza decisamente al passo con i tempi. Fino a pochi anni fa la parola dipendenza rimandava immediatamente alla droga, all'alcol, a sostanze proibite. Nell'era contemporanea il campo delle dipendenze si è ampliato e ha iniziato a riguardare nuovi ambiti che superano la dimensione di illegalità in cui fino a poco tempo fa eravamo abituati a codificare le dipendenze. Questo slittamento a dipendenze per così dire "legali ed innocue" complica il riconoscimento della patologia stessa e la sua discriminazione da comportamenti considerati normali e pienamente accettabili. Shopping, internet, cibo, sport sono alcune delle nuove dipendenze che si stanno affacciando nella società contemporanea e che il presente libro si propone di esaminare con l'obiettivo di renderle riconoscibili e gestibili sia a livello individuale che a livello sociale.

Il falso e il vero. Fake news: che cosa sono, chi ci guadagna, come evitarle
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Jacomella, Gabriela

Il falso e il vero. Fake news: che cosa sono, chi ci guadagna, come evitarle

Feltrinelli Editore, 26/10/2017

Abstract: Tutti gridano alle fake news, o altrimenti dette bufale. Ma cosa sono esattamente? C'è chi accusa i giornali e i mass media di essere "finti" (Trump e dintorni), e c'è chi pensa che solo loro possano salvarci dalle bufale. La verità è che le bufale (o, meglio, la "cattiva informazione") rischiano di annidarsi un po' ovunque. Le bufale esistono da sempre: dalla Donazione di Costantino (con la smentita di Lorenzo Valla, il primo degli "hoaxbusters") alla Guerra dei Mondi di Orson Welles. Già nell'Ottocento c'era chi si inventava gli scoop sugli alieni per vendere più copie dei giornali (The Great Moon Hoax). E che vogliamo dire del mostro di Loch Ness? Ci sono state bufale scientifiche, bufale burlone, e bufale più pericolose, come i Protocolli dei Savi di Sion. Qualcosa, però, è cambiato nell'era di Internet: la rapidità di creazione e diffusione delle bufale e degli scherzi. Un gruppo di ricercatori (quasi tutti italiani) ha realizzato delle mappe che tracciano la diffusione delle bufale su Twitter, dimostrando che ci vogliono dalle dieci alle venti ore perché la smentita "raggiunga" la notizia falsa. E non è neanche detto che chi ha letto la bufala poi legga anche la sua correzione. Una bella differenza rispetto al tempo in cui, per avere una notizia, bisognava aspettare i giornali o i telegiornali della sera! E immaginate la fatica di un giornalista che ha pochi minuti a disposizione per capire se la notizia è da pubblicare, o se è solo l'invenzione di un mitomane. Dagli attentati ai "morti famosi", i casi in cui la fretta è cattiva consigliera sono tantissimi.

La dittatura dei dati
0 0 0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Kaiser, Brittany

La dittatura dei dati

HarperCollins Italia, 21/11/2019

Abstract: "Sanno cosa compri. Sanno chi sono i tuoi amici. Sanno come manipolarti.Settanta like erano sufficienti per sapere di quella persona più di ciò che sapevano i suoi amici; centocinquanta like più di quello che sapevano i suoi genitori; trecento like più del suo partner. Oltre i trecento si era in grado di conoscere un individuo meglio di quanto conoscesse se stesso."Quando Brittany Kaiser, giovanissima consulente politica appena laureata in diritti umani e relazioni internazionali, si è seduta per la prima volta a un tavolo con Alexander Nix, il carismatico capo della neonata società di analisi dei dati Cambridge Analytica, era convinta che le informazioni raccolte attraverso gli smartphone, i social media e le abitudini di navigazione online che permettono l'identificazione e la targettizzazione delle persone sarebbero state usate a fin n di bene. Ma ha dovuto ricredersi. Quella che era iniziata come un'improbabile, seppure stimolante, esperienza di lavoro – una democratica liberale come lei che accettava di lavorare per una società che aveva Steve Bannon nel consiglio d'amministrazione e politici repubblicani tra i suoi clienti – ha iniziato ad assumere i contorni di un incubo quando i suoi sforzi per costruire un'azienda rivoluzionaria, che applicava la scienza dei dati e l'analisi psicografica al settore della consulenza politica, sono culminati prima nell'elezione di Donald Trump a presidente e poi nella vittoria dei sostenitori della Brexit.Solo allora Kaiser ha capito fino a che punto la mancanza di regole nell'industria dei big data fosse diventata un pericolo per la privacy delle persone e per la democrazia in tutto il mondo. E quanto sottile e occulta fosse in realtà la minaccia se persino lei, che in quel mondo ci stava da sempre, era stata targettizzata e manipolata dalle persone per cui lavorava. Ma forse cambiare era ancora possibile... La dittatura dei dati è un resoconto dettagliato, lucido e onesto in cui Kaiser, ripercorrendo le tappe fondamentali degli anni in cui ha lavorato per Cambridge Analytica, rivela le spregiudicate pratiche digitali attraverso cui l'industria dei big data influenza e manipola le persone, facendo leva sulle loro paure e insicurezze per modificare il loro comportamento abituale. Ma è anche un'acuta analisi di come l'utilizzo dei dati comportamentali abbia cambiato per sempre la politica, una riflessione sulla scarsa consapevolezza con cui permettiamo che i nostri dati personali vengano usati contro di noi, e soprattutto un accorato appello a rafforzare il nostro spirito critico, a riprendere il controllo delle informazioni che scegliamo di condividere e a proteggere, così facendo, il nostro futuro.