Alina Bronsky, "I piatti più piccanti della cucina tatara"

«Ci sono donne che nel ricevere una notizia simile scoppiano in lacrime. Le gambe non le reggono più e loro si accasciano sulle piastrelle a scacchiera della cucina, costringendo gli altri membri della famiglia a scavalcarle se vogliono arrivare al frigorifero. Io non ero una di quelle”. La “notizia simile” è che il marito le ha lasciate per un’altra (in questo caso una cardiopatica insegnante dai capelli color ratto). La categoria di donne alle quali la sagace narratrice non appartiene è quella delle arrendevoli, sdolcinate, e, soprattutto imbelli donnicciuole”.
Perché Rosa, protagonista del secondo romanzo di Alina Bronsky, “I piatti più piccanti della cucina tatara” è una guerriera sovietica e sempre ben pettinata. È una cattiva che non sa di esser tale, una combattente in nome del bene altrui, a patto che questo bene non la faccia sfigurare». [Continua a leggere sul sito dell’editore E/O]

In catalogo: Alina Bronsky, "I piatti più piccanti della cucina tatara", Roma: e/o, 2012.

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Sacha Naspini, "I cariolanti"

Forse un’altra guerra e un altro Paese rispetto a quelli indefiniti raccontati da Kristof ma tornano fortissimi il senso di smarrimentoe di identità perduta. Il testo frammentato composto da istantanee, come pezzi di vita che cercano di ricucirsi insieme, sottolinea il progressivo disgregarsi di una famiglia alle prese con la fame, l’estraneità e la perdita della ragione.

In catalogo: Sascha Naspini, "I cariolanti", Roma: Elliot, 2009.

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Agota Kristof, "Trilogia della città di K."

Quando il narratore è inaffidabile, resta una sola cosa da fare, la più improbabile: fidarsi. Kristof realizza un racconto-matrioska perfetto, nessuno specchio a deformare la realtà, nessuna menzogna. La verità di ogni personaggio è così precisa e luminosa che non ammette ombre. Ma quanto abbaglia la luce pura negli occhi. In un paese in guerra, i gemelli Klaus e Lucas dovranno scegliere il proprio destino mentre il mondo cade sotto macerie di responsabilità che nessuno si è mai assunto.

In catalogo: Agota Kristof, "Trilogia della città di K.: Il grande quaderno; La prova; La terza menzogna", Torino: Einaudi, 1998.

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Emma Cline, "Harvey"

Succede di non potersi fidare dell’autore di un libro, che tesse trame intricate per ingannare chi legge e sorprenderlo e stupirlo. Poi ci sono autori onestissimi, che giocano a carte scoperte, ma lasciano il lavoro sporco a qualche personaggio della loro storia. Harvey non solo è il personaggio che racconta la sua storia, ma racconta la storia della persona che sta dietro al personaggio. In nemmeno 100 pagine Cline ordisce la trama perfetta: tutto è sul banco, tranne la verità.

In catalogo: Emma Cline, "Harvey", Torino: Einaudi, 2020.
Disponibile anche in ebook.

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Olga Tokarczuk, "Guida il tuo carro sulle ossa dei morti"

Non tutte le risposte si trovano nell'amore, nelle relazioni. Janina le cerca negli astri e nella natura, perché da qualche tempo degli omicidi turbano l'inverno in cui solitamente si occupa di custodire le case di vacanza della zona in cui risiede. Sono gli animali che rivendicano il proprio diritto alla vita i responsabili di tutto questo? Janina ci crede, difende il loro desiderio di vendetta, si perde nelle parole di William Blake, le traduce per ritrovarsi. Ma d'inverno in quel bosco c'è molto freddo e il buio rimane addosso come se la luce non ci fosse mai stata.

In catalogo: Olga Tokarczuk, "Guida il tuo carro sulle ossa dei morti", Roma: Nottetempo, 2012.

 

Olga Tokarczuk è stata insignita del premio Nobel per la letteratura per l'anno 2018:

Sally Rooney, "Persone normali"

«Lei era in sintonia con la sua presenza fisica su scala microscopica, come se il banale movimento della sua respirazione fosse abbastanza potente da farla ammalare».
È la storia di un legame d’amore. Non è una storia d’amore.
La narrazione procede rapida, poi rallenta, poi riprende, seguendo un po’ la vicenda dei protagonisti. Il loro trovarsi e abbandonarsi, desiderarsi e respingersi, nel fluire della vita di due persone che, in fin dei conti, sono normali. Alcuni momenti molto intimi, convincono sulla profondità del loro sentimento. Si realizza infine quello che è la funzione dell’amore: crescita dell’individuo come singolo che ha trovato alcune risposte delle quali era alla ricerca e può ora camminare a testa alta tra la folla.

In catalogo: Sally Rooney, "Persone normali", Torino: Einaudi, 2020.
Anche in ebook.

 

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Carmen Maria Machado, "Nella casa dei tuoi sogni"

Tutte le relazioni felici si somigliano, ogni relazione tossica lo è a modo suo. Ma non c'è solo Tolstoj parafrasato in questo memoir: c'è il pretesto per la follia di Barbablù, ci sono case infestate nel bel mezzo di un romanzo di formazione, il fiume Lete che scorre in una città che sembra uscita da un noir, una soap opera scritta da Cechov. Machado racconta la sua vita fatta a pezzi, declina ogni frammento ispirandosi a generi letterari, emozioni, riferimenti culturali diversi e piano piano ricompone la memoria di quella relazione in cui si è (in)volontariamente imprigionata. E ne esce libera.

In catalogo: Carmen Maria Machado, "Nella casa dei tuoi sogni: memoir", Torino: Codice, 2020.
Anche in ebook.

 

Patty Yumi Cottrell, Scusate il distrubo

Cosa succede quando tutto cambia ma tu no? Helen conosce se stessa e la sua vita, sa perfettamente che ruolo ricoprono le persone con cui è in relazione, sa come gestire nel migliore dei modi il lutto che ha colpito la sua famiglia. O forse è solo la costruzione di una bugia perfetta. Helen è un frammento sbeccato che non combacia più con il suo insieme, fuori posto. Cosa ci sia di autentico nella sua ricerca di normalità e quanto ne sia consapevole sono interrogativi che Cottrell rivolge al lettore, chiedendogli forse più di sé che di altri.

In catalogo: Patty Yumi Cottrell, "Scusate il disturbo", Roma: 66th and 2nd, 2020 

 

  • Biografia di Patty Yumi Cottrell su Wikipedia (in inglese) 
  • Le recensioni della stampa nella pagina dell'editore 66th and 2nd 

Guadalupe Nettel, "La figlia unica"

Il 2020 si chiude con l’immagine dell’infermiera romana, tra le prime a ricevere il vaccino contro il Covid, ricoperta di insulti sui social per la sua scelta. Nel libro della Nettel le scelte di vita o di morte sono tante e sono tutte in mano alle donne. Madri o single che cercano di essere aderenti a se stesse, nonostante la violenza che affolla il teatro delle loro vite. La vera forza di queste donne non sta nell’incastrare tutti i pezzi del puzzle, ma nell’imparare a gustarsi una tregua, un bicchiere di vino, una sigaretta sul balcone, una vacanza, un bacio, in attesa delle nuove sfide.

In catalogo: Guadalupe Nettel, "La figlia unica", Roma: La nuova frontiera, 2020 

 

  • Recensione di Gianni Montieri su Doppiozero 
  • Intervista a Guadalupe Nettel su Fanpage