Acclamato scrittore in patria, la Norvegia, e a suo modo filosofo, Roy Jacobsen presenta in traduzione italiana il primo tomo della tetralogia ambientata nelle Isole Lofoten sullo scorcio degli anni venti. Con una scrittura personalissima che mai indulge nelle convenzioni letterarie della natura selvaggia, Jacobsen racconta la vita di alcuni membri di una famiglia, chiusa in un microcosmo di pura sussistenza. Eppure anche in ecosistemi così sigillati, l’anelito verso una prospettiva alternativa si fa sentire al punto da creare vere, silenziose, tragedie. In un luogo dove possedere una sedia significa quasi ricchezza, tutto si concentra nelle abilità artigianali e nel confronto diretto con una natura da sfruttare fino in fondo.

Ho deciso di ambientare la mia storia al principio del XX secolo perché la nostra è una società sostanzialmente conservatrice. Mi interessava capire quanto di quello che sta alle nostre spalle sia rimasto come eredità ancestrale, anche se certi stili di vita sono stati del tutto oscurati da un diffuso benessere che ha investito le nostre città e le nostre campagne. Mia madre è cresciuta in un’isola come quella che ho raccontato nel mio romanzo. Durante la mia infanzia ho naturalmente ascoltato moltissime storie legate a questo ambiente dalla sua voce. In qualche modo, mia madre cercava di paragonare la nostra vita nei quartieri operai di Oslo, una vita comunque viziata, con la povertà e la lotta per l’esistenza immersa in una natura difficile e bellissima, qualificata dai ricordi della sua isola. Ogni estate poi mia sorella e io trascorrevamo le vacanze laggiù. E io, da bambino, ero molto affascinato da questo mondo così strano. Come mai la mamma viene da qui? Mi chiedevo. Sembrava qualcosa di simile all’età della pietra per noi bambini. La gente veniva dal mare, da un luogo misterioso. Tutto questo ha esercitato un fascino profondo per me. Quindi da bambino ero affascinato da tutto questo. Ho sentito molte storie. Dopo il liceo a Oslo, ho frequentato un anno di matematica all’università e poi mi sono trasferito sull’isola. Ho fatto il pescatore per undici anni, conosco bene ciò di cui scrivo.

[Camilla Valletti → continua a leggere sul sito de L'Indice dei libri del mese]

♦ IN CATALOGO: Roy Jacobsen, Gli invisibili, Milano: Iperborea, 2022.

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