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Storie incatenate

Un libro alla settimana

Nava Ebrahimi, "Sedici parole"

Chi viaggia per scappare, chi per cercare le parole per raccontarsi. Ebrahimi ne regala sedici alla sua protagonista, che scandiscono come un mantra il viaggio in Iran dopo la morte della nonna. Mona impara, assaggia, ritrova uno sguardo libero dall’orgoglio, svela segreti, si confronta con le proprie origini.

In catalogo: Nava Ebrahimi, "Sedici parole", Rovereto: Keller, 2020.

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Lucas - Kevin Brooks

“Papà procedeva alla solita velocità allegra, ma era come se ci muovessimo appena. Sentii i copertoni battere sull’asfalto asciutto e l’aria sibilare attraverso i finestrini aperti, vidi la ringhiera al lato della strada sfrecciarci accanto in una macchia bianca sfocata, perciò sapevo che ci stavamo muovendo, eppure la distanza tra noi e il ragazzo non sembrava diminuire. Strano. Quasi come in un sogno.”

Caitlin è una giovane ragazza che vive con suo padre nelle piccola isoletta di Hale, la sua vita sembra abbastanza monotona fino a quando, in un giorno di inizio estate, Caitlin incontra Lucas. Caitlin era in macchina con suo padre e suo fratello quando scorge dal finestrino un ragazzo biondo, con uno zaino in spalla e degli anfibi. Avendo sempre vissuto sull’isola Caitlin pensava di conoscere tutti gli abitanti di quel luogo, ma quel ragazzo dall’aria misteriosa e magnetica non l’aveva mai visto. Nell’istante in cui lo sguardo di Caitlin si era posato su Lucas era nata in lei l’esigenza di conoscerlo, Caitlin all’epoca era un’adolescente e come tutti gli adolescenti era abituata a provare emozioni contrastanti e allo stesso tempo travolgenti, ma mai prima di allora aveva sperimentato una sensazione simile. Lucas non era un ragazzo come gli altri, era un outsider e di questo non se n’era accorta solo Caitlin, ma tutti gli abitanti dell’isola; la differenza principale però è che Caitlin lo tratta come una creatura straordinaria la cui diversità rappresenta un pregio, i suoi compaesani invece gli riservano tutt’altra accoglienza. Spesso ciò che è estraneo e nuovo fa paura agli uomini e questo non fa eccezione per gli abitanti di Hale che cercano in ogni modo di accusare Lucas e di farlo apparire agli occhi di tutti come un individuo pericoloso e da allontanare. Caitlin era rimasta affascinata dal mondo di Lucas e dai suoi modi di fare e proprio perché non vuole perderlo cerca di difenderlo ad ogni costo da tutti i pregiudizi che avevano su di lui gli abitanti dell’isola in cui lei vive. Il mondo in cui Caitlin vive è un luogo in cui diventa difficile o quasi impossibile distinguere ciò che è reale da ciò che è follia ed è proprio questo a costringere Lucas a fuggire per mettersi in salvo.

Questo libro, a mio parere, è adatto a tutte le età perché tratta temi molto attuali, importanti e moderni come i pregiudizi e gli stereotipi e la cosa che più mi ha colpita è il fatto che questi argomenti così importanti non siano affrontati tramite l’esperienza di adulti, ma tramite la storia d’amore di due adolescenti, trovo che in questo modo l’autore sia riuscito a far capire che è importante essere aperti e accoglienti nei confronti degli altri indipendentemente dall’età. Questa storia mi ha fatto capire che ognuno di noi può e deve andare oltre le apparenze perché queste spesso ci portano fuori strada e tante volte non ci permettono di conoscere le persone per quello che sono realmente, solo perché ci sentiamo bloccati o ostacolati dall’aspetto fisico per esempio. Lucas infatti da fuori appare come un senzatetto e un ragazzo di strada ed è proprio questo suo aspetto esteriore e questa sua diversità che spaventa gli abitanti dell’isola che non tentano nemmeno di avvicinarsi a lui per capire come sia fatto dentro ma anzi, cercano in tutti i modi di attribuire a lui le colpe di alcuni avvenimenti. È solo dopo che Lucas ha compiuto un’azione eroica che le gente cambia idea su di lui. La curiosità di Caitlin la porta invece a voler esplorare nuovi orizzonti e conoscere persone diverse da quelle che frequenta abitualmente, e proprio per la sua mancanza di pregiudizi nei confronti di Lucas impara a capirlo, a conoscerlo e ad apprezzarlo per le sue diversità e finisce per affezionarsi a quel ragazzo a cui nessuno, a parte lei, voleva avvicinarsi. Anche se può sembrare banale il mio personaggio preferito è Lucas perché ha una personalità imprevedibile che ti intriga e ti incuriosisce dall’inizio del libro fino alla fine e inoltre trovo che questa storia sia molto originale e diversa rispetto alle tipiche storie d’amore di altri libri.

Sofia Caramaschi Liceo Classico Scipione Maffei, 2I Comunicazione Web, “Leggere on the road” - Progetto PCTO con la Biblioteca Ragazzi, Giugno 2021

Vincent van love - Ernesto Anderle

“Più ci penso, più mi rendo conto che non c’è nulla di più veramente artistico che amare gli altri”

Così scrisse Vincent in una delle numerose lettere indirizzate al fratello Theo. Tanto geniale quanto incompreso, se non addirittura disprezzato in vita, il pittore olandese influenzò profondamente l’arte del XX secolo, attraverso opere che ancora oggi vengono considerate degli inestimabili capolavori.

Vincent Van Love, grazie alle incantevoli illustrazioni dell’autore Ernesto Anderle, accompagna il lettore alla scoperta della sognante e travagliata esistenza dell’artista del dipinto “Notte Stellata”. Ciò che emerge maggiormente fra le pagine del libro è la figura di un uomo in perenne conflitto con il suo tempo, colpevole soltanto di voler esprimere liberamente il proprio estro. La spiccata sensibilità del pittore verrà difatti spesso ripudiata da parte dei contemporanei, eccezion fatta per il fratello, il quale sosterrà Vincent fino al suo ultimo e prematuro anelito.

Personalmente ho adorato la capacità stilistica dell’autore, il cui tratto e i cui colori impiegati vanno variando nel corso della narrazione, confacendosi agli eventi trattati nell’opera. Notevole è anche la completezza degli episodi più significativi della vita dell’artista. La storia di Vincent ci insegna così che, per quanto avverse possano apparire le situazioni attorno a noi, credendo nelle nostre capacità e perseverando giorno per giorno nel raggiungimento dei nostri obbiettivi, prima o dopo il vento soffierà a nostro favore, facendo dispiegare le vele e conducendoci in un porto sicuro. Consiglio vivamente la lettura di questo albo illustrato ad un pubblico compreso dai 14 anni in su.

Portanova Nathan Diego, IV DSU Liceo Montanari
“Leggere On The Road” – Progetto PCTO con la Biblioteca Ragazzi Giugno 2021

Jimmy della Collina - Massimo Carlotto

"A un certo punto capii cosa dovevo fare
-Chi è il loro capo?- domandai.
-Quello grosso col naso storto,-sussurrò Sergio.
Il ragazzo era grosso sul serio.E il naso doveva esserselo rotto in qualche rissa. Mi alzai e senza dire una parola andai nella sua direzione,ma dando l'impressione di puntare ad un altro tavolo.Quando arrivai alla sua altezza mi buttai su di lui tirandogli un cazzotto in faccia."

Jimmy della collina è un libro scritto da Massimo Carlotto dedicato ai volontari dell'associazione <<Oltre le sbarre>> e a don Ettore della comuntà <<La Collina>> di Serdiana che descrive le emozioni e i comportamenti di un ragazzo veneto di 17 anni che si dà al crimine perchè non ha voglia di lavorare per guadagnarsi onestamente da vivere.Tradito dai suoi amici si ritrova in carcere dove deve affrontare molte situazioni difficili e particolari che per alcuni validi motivi lo portano al trasferimento .L' atteggiamento dei carcerati in questo istituto era totalmente diverso dal precedente.Tutti cercavano di rigare dritto il più possibile perchè ogni domenica venivano i volontari appartenenti all' associazione Oltre le sbarre a fargli visita e inoltre avevano un altro obbiettivo oltre che aspettare la fine della condanna come normalmente fanno tutti i carcerati e si trattava di uscire dal carcere ed arrivare alla Collina che era visto come un momento di passaggio verso la libertà definitiva e il reinserimento sociale.Per il nostro protagonista all'inizio era solo un occasione di possibile fuga ma successivamente anche per lui si dimostrò alla fine una grande crescita personale.

Il libro è molto avvincente l'autore riesce a renderti partecipe dellla storia attraverso la descrizione in prima persona e l'uso di alcune frasi come ad esempio "-Oggi è giovedì,-mi informò Sergio in dialetto veneto" il lettore riesce a immaginarsi in ogni particolare la scena descritta e a rendere piacevolissima la lettura

Giosuè Mercanti 4F Liceo Scientifico Angelo Messedaglia,Progetto PCTO Biblioteca ragazzi "Leggere on the road",Giugno 2021

R: La caduta del sole di ferro. N.E.O. Libro 1 - Michel Bussi

“E dal senso di ingiustizia è nato un sentimento finora estraneo al castello.” “La caduta del sole di ferro” è un romanzo distopico di Michel Bussi. È il primo capitolo di una serie distopica ambientata a Parigi. I protagonisti di questo romanzo sono due tribù di ragazzi di dodici anni, gli unici sopravvissuti ad una catastrofe che ha fatto estinguere tutti gli adulti. Le due tribù hanno vissuto in pace per tutta la loro vita, fino a che tutto ad un tratto la guerra sembra diventare inevitabile. Sembra infatti sempre più difficile coesistere con due stili di vita molto diversi, soprattutto quando a causa di misteriosi avvenimenti vengono a mancare le risorse vitali, come il cibo. La narrazione è scorrevole e movimentata, cattura il lettore facendolo entrare in un mondo molto simile a quello che ha lasciato iniziando la lettura. I personaggi descrivono vari aspetti della nostra società e mostrano di incarnare le diversità di essa. Le due tribù diventano quindi la rappresentazione della nostra società, mostrandoci come ci sia sempre una soluzione alternativa alla violenza. Le avventure dei ragazzi di dodici anni ci coinvolgono facendoci vivere sulla nostra pelle la loro adrenalina. Consiglio questo libro a tutti i lettori che in questo periodo difficile hanno bisogno di vivere qualche avventura.
Giorgia Paganello Liceo classico Scipione Maffei, 1 B Polis “Leggere on the road” – Progetto pcto con la Biblioteca Ragazzi, Giugno 2021

Casapelledoca - Beatrice Masini

“Vivo qui soltanto da sei mesi e una cosa posso dire di avere imparato: il silenzio non sta mai zitto. Mai.”

Riccardo, un ragazzino di 10 anni, si trasferisce in una casa di campagna dalla città e non riesce ad abituarsene, non vuole restare lì: tra rumori inquietanti, animali selvatici che girano intorno alla zona nel quale lui vive… vuole andarsene, ha paura di restare in quella casa misteriosa. Ma il mistero di quella casa incuriosisce Riccardo e ciò lo porta a convincere i suoi genitori a ritrasferirsi. Ma cosa c’è dietro tutto questo mistero?

Partendo dalla narrazione l’ho trovata scorrevole con un registro stilistico semplice, adatto ad un pubblico giovane. Il narratore è interno ed è proprio il protagonista del libro. L’utilizzo delle parole rispecchiano il vocabolario di un bambino di 10 anni. All’interno del libro è presente una serie di illustrazioni disegnate che rendono meglio l’idea di ciò che il protagonista descrive. La suspense durante la narrazione e il colpo di scena verso la fine del libro rendono interessante il racconto. Il finale forse è la parte che mi è piaciuta meno, perché è come se fosse sospeso, infatti finisce con una domanda che non ha una risposta. In generale però, mi è piaciuto e lo consiglio per chi vuole un libro da leggere in breve tempo ma che sappia comunque suscitare curiosità nel lettore.

Martina Renna, Liceo delle Scienze Umane Carlo Montanari, Progetto PCTO Biblioteca ragazzi “Leggere on the road”

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